monthly archives: maggio 2010

porto le converse da quando ero una ragazzetta, ma queste sono davvero bellissime un regalo speciale, grazie ana :-)

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immaginare che qualcuno possa fraintendere le parole che le immagini assumano altri protagonisti indipendentemente dal (mio) racconto invece non è così – mentre scrivo nessuno di voi – nessun lettore entra nel racconto ancora arminio: negli ultimi mesi sto cercando di mettere la politica al posto della morte e un frammento dal diario – vecchio

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addio a un maestro speciale delle parole

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a volte pare quasi meglio aver tutto da costruire che ritrovarsi nel mezzo di un costruito irrimediabile, che ha con-formato il pensiero della gente e il territorio secondo la stessa inequivocabile filosofia quella del profitto finanziario ogni mattina attraverso piccoli paesi civilmente sistemati, dalle facciate impeccabili ornate di geranei in fiore, e mi domando dove

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bastano pochi istanti per dimenticare le parole rimane una specie di alone la consapevolezza di averle pensate e poi perdute

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il tempo cambia repentinamente e bisogna uscire sempre con l’ombrello ieri ha persino grandinato – era da molto che non indossavo gli stivali di gomma poi si comincia a conoscersi e con la confidenza spuntano le prime discussioni di politica rispetto ad anni addietro ho meno voglia di incaponirmi, di urlare alla fin fine lascio

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frammenti / frane / attraverso una terra che non mi parla – a cui non parlo. separati in casa procediamo in direzioni disgiunte – (mi sento meglio quando viaggio attraverso le sue campagne) // nelle ore buche vago per i corridoi – uso il telefono per scattare alcune foto mi serviranno per ricordare – una

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