monthly archives: giugno 2010
le cose cambiano senza cambiare stagione in cui molti partono blog che si rivoltano come materassi messi a prender aria la possibilità di scendere fino al mare provoca sgomento uno sgomento gentile, ritroso, da signorina imbranata per ora solo ambulatori, cucina, mail e fare la spesa so cosa sia galleggiare dentro l’acqua verde una specie
alcuni impegni per le prossime settimane il futuro va costruito ma non sono molto brava in questo gioco annullare una vacanza per potersi comperare una nuova macchina digitale scacchiera di memorandum – memorandum a scacchiera adesso mi posso alzare con calma, quando il sole invade il perimetro del letto… giugno è quasi finito / niente
a scuola continuano gli esami / interminabili giornate compilando scartoffie pranzi frugali con alcuni colleghi e la moleskine sempre aperta accanto ai registri alcuni dettagli velano la malinconia di fine anno la bandiera americana l’ha portata uno bravo mentre io ho riempito una pagina con tanti pupazzetti colorati e stamattina una collega è arrivata con
è stato un week end di pioggia il catalogo è un regalo di un’amica tornata da new york
addio a josè saramago (1922-2010) roberto saviano lo ricorda su repubblica Eu não quero dizer que cada um é conforme nasce — não vou a esse ponto. Mas, talvez devêssemos ponderar por que algumas pessoas resistem ao comportamento digamos universal — o modo de comportasse mais geral — e outras não? Por que algumas pessoas
il bianco – confonde le stagioni
non ho mai dovuto occuparmi del lato scomodo delle cose c’è sempre stato qualcuno che provvedeva, e che oltretutto mi tirava fuori dai guai non so perchè oggi scrivo questo, ma in fondo anche in occidente per lungo tempo è stato così forse a molti non piace l’immigrazione perchè ha rivelato definitivamente il lato più
I non c’è (più) niente di intimo nella scrittura quotidiana niente che possa o debba destinare a un diario privato II zone d’ombra e di luce – pare non vi sia una così netta distinzione in me mentre fuori, l’estate provoca tagli drastici – e scalda + il suo giardino selvaggio, i semi di huayruro
110610 1232 nel bel mezzo della fioritura estiva c’è qualcosa che invecchia i pensieri (anche loro) non portano il busto – sono incorreggibili ma il caldo provoca uno stato di sospensione – attenua le prospettive la normalità di ogni oggetto risalta nella canicola iperrealista non è arte non è epica – è la logica frugale
a volte capita che pranzi all’aperto, dopo la scuola uno di quei locali dove un tocco di estro e sapienza rende speciali anche i piatti più semplici poi ci sono i profumi della campagna, l’odore del fieno, il ronzio dei primi insetti estivi … e l’assenza di fretta: in questi giorni ho proprio bisogno di
ogni giorno, ancora per poche settimane, arrivo presto la mattina e attraverso campi strade e piazze di questa città stellare / non sempre, ma capita che prenda il treno, ed allora una volta scesa, dalla stazione fiancheggio campi di grano e le pendenze soffici dei bastioni, imbocco la porta orientale e cammino per qualche centinaio