monthly archives: giugno 2010

il bianco – confonde le stagioni

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non ho mai dovuto occuparmi del lato scomodo delle cose c’è sempre stato qualcuno che provvedeva, e che oltretutto mi tirava fuori dai guai non so perchè oggi scrivo questo, ma in fondo anche in occidente per lungo tempo è stato così forse a molti non piace l’immigrazione perchè ha rivelato definitivamente  il lato più

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I non c’è (più) niente di intimo nella scrittura quotidiana niente che possa o debba destinare a un diario privato II zone d’ombra e di luce – pare non vi sia una così netta distinzione in me mentre fuori, l’estate provoca tagli drastici – e scalda + il suo giardino selvaggio,  i semi di huayruro

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110610 1232 nel bel mezzo della fioritura estiva c’è qualcosa che invecchia i pensieri (anche loro) non portano il busto – sono incorreggibili ma il caldo provoca uno stato di sospensione – attenua le prospettive la normalità di ogni oggetto risalta nella canicola iperrealista non è arte non è epica – è la logica frugale

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a volte capita che pranzi all’aperto, dopo la scuola uno di quei locali dove un tocco di estro e sapienza rende speciali anche i piatti più semplici poi ci sono i profumi della campagna, l’odore del fieno, il ronzio dei primi insetti estivi … e l’assenza di fretta:  in questi giorni ho proprio bisogno di

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ogni giorno, ancora per poche settimane, arrivo presto la mattina e attraverso campi strade e piazze di questa città stellare / non sempre, ma capita che prenda il treno, ed allora una volta scesa, dalla stazione fiancheggio campi di grano e le pendenze soffici dei bastioni, imbocco la porta orientale e cammino per qualche centinaio

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