monthly archives: maggio 2012

non si è trattato di giornate piacevoli per l’italia
da ricordare, certo, ma per il dolore arrecato, dall’uomo e dalla natura imbestialita

mi muovo senza muovermi
spostamenti ripetitivi, quasi seriali
e un po’ mi dispiace di questa mia indifferenza incalzante nei confronti del territorio, che mi impigrisce e mi accidia, che se questo verbo esistesse sarebbe il mio – accidiare

tra una pioggia e l’altra ci ricordiamo che la primavera volge quasi al termine, regalandoci un clima isterico che innervosisce anche i santi / purtroppo ha piovuto e piove anche e soprattutto su chi è senza casa, sulle macerie, sui fiori deposti di fronte a una scuola; piove sui fatti e sui fattacci, sui silenzi e sui pianti / ancora non si è deciso il caldo, a portare il giusto ristoro, a far compagnia alle rose che hanno piovuto i loro petali gonfi d’acqua su prati e viali

un amico compie cinquant’anni, tondi e familiari / ci si consoce da sempre e di lui conservo fin dall’adolescenza un pettine di quelli d’alluminio, da barbiere, con un decoro fine inciso, che mi regalò quando avevo i capelli molto molto lunghi / le sue ore sono state spesso anche le mie, e ringraziare forse non basta, per tutte le cose che da lui ho imparato negli anni
in occasione di questo numero pieno della sua vita ha regalato agli amici una busta che continene la sua storia per immagini, e un pensiero scritto diverso per ognuno, come il filo di un racconto: a me è toccato lo sguardo, il mio, che poi per certi versi è cresciuto e si è formato anche grazie al suo

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la musica quasi monotona che insegue voci altrettanto meccaniche è di alessandro bosetti / la lingua è tutte le lingue, il suono ciascun altro suono o rumore che colpisce lo sguardo – miracolo sinestetico, o del sentire sciolto

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non ho molto tempo da dedicare al blog in questi giorni
del resto, avverto in me uno spirito di dismissione, la noia dell’assenza di confronto – e non pretendo l’impossibile, rassegnandomi al fatto che i blog sono ormai per la gran parte uno strumento di rapida consultazione e non piattaforme di scambio – almeno quelli a sfondo personale, quale il mio

la stagione avanza tra una pioggia e la successiva
è quasi giugno ed è ancora piuttosto freddo
la moleskine si riempie durante i viaggi, nelle pause e nelle attese, ma trascrivere gli appunti implica tempi che al momento non riesco a concedermi
riesco a malapena a suggellare con scatti frugali le primizie di stagione

la musica fortunatamente non manca
ieri su radio3 hanno trasmesso una bellissima esecuzione del quartetto nr.3 per piano di johannes brahms – l’abbiamo ascoltata ed apprezzata durante il pranzo, tra una forchettata di risotto con asparagi e zucchine e un muffin all’uvetta


a volte è difficile associare certe icone all’idea della morte
il loro fascino le confina in un limbo scollegato dall’andare delle cose
e la notizia della loro scomparsa assume pertanto un tono surreale e metafisico

addio a donna summer, grande voce della disco music
bella elegante e brava – mi piace da sempre

mi piacerà sempre

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una giornata in carnia per festeggiare la mamma
faceva freddo e il sole era scarso
lei sempre più piccina, di meno chili, con i capelli sottili come ragnatele chiusi in una piccola crocchia sulla nuca – quando parto rimane alla finestra a salutare fino a che non sparisco alla vista, nascosta dagli alberi nel giardino della canonica


nel frattempo, alcune notizie passano sotto silenzio
si tratta di notizie da sinistra, che non generano una rendita commerciale, che non divertono, e non riguardano il gossip

muore ancora troppo giovane stefano tassinari, sceneggiatore che aveva collaborato con molti nomi della cultura italiana – mi era familiare per i suoi contributi ad alcune trasmissioni di radio3
ne scrivono i wu ming in alcuni articoli a partire da qui
lo ricorda con un bellissimo lacerto anche il blog note briganti

la seconda notizia riguarda la chusura imminente del manifesto
dopo liberazione, si tratterebbe della seconda testata importante e rappresentativa dellla cultura di sinistra che chiude nell’arco di pochi mesi
ma di questo alla gente importa poco – in italia si preferiscono altre pubblicazioni, più moderate, più ruffiane, o più volgari
spero ancora che esista una via di uscita, e che il quotidiano che leggo da quando ero ragazza continui ad avere il suo posto nelle edicole e tra le scelte degli italiani

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la stagione – qualcosa che si riempie e si riempie
guscio che sta per scoppiare
non mancano imprevisti sbalzi d’umore, cieli che si richiudono come animali disturbati

un amica dal suo giardino reca due peonie e una figlia giovane, sorridente
subito il tramonto si profuma di primavera
ed è un profumo talmente intenso da cancellare il disordine – pulisce i pavimenti e sgombra i tavoli
questo profumo pretende calma e addomestica gli oggetti nell’appartamento

mi addormento pesante quasi sotto l’effetto di una pozione
la mente pulita come il tavolo della cucina – e bianca

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ma nessun profumo ancora è capace di annichilire il congedo
ciao marisa, ti abbraccio








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30.04.12
le dolgono gli organi, quasi fosse al limite dello sfascio – e la stagione la investe con una particolare arroganza che poi non è altro che la vitalità spinta all’estremo, come un morso /
ciascun luogo in cui posa lo sguardo è verde e gonfio, gronda fiori e fogliame: ogni anno questo miracolo la coglie di sorpresa, rimane inebetita e quasi percossa dagli odori e dall’erba così verde e soffice che le ricorda l’immagine più perfetta del velluto /
conosce la differenza tra guardare e toccare, la mano dissolve il velluto perfetto in migliaia irregolari di spighe e steli, lo scompone in microscopiche ruvidità e stempera il colore nell’inenarrabile varietà delle gradazioni /

l’assolutezza del vero entra in conflitto con l’astrazione dell’occhio e sembra impossibile tenere insieme la distanza ed il contatto, come se ogni cosa ne contenesse tantissime, una per ogni passaggio dal guardare al toccare /

02.05.12
25 aprile già lontano, mese concluso, bandiere riavvolte (primo maggio trascorso in carnia, in un’acquario dove la celebrazione della storia è stata consapevolmente sostituita dal mercato dei fiori), impressione di praticare mondi separati e divisi da pregiudizi comodi e ostinati
il sollievo di non aver arredato, di non aver servito, di aver tentato pur senza sufficiente talento la strada irregolare e non allineata dell’irrequietezza che consegue ad una fede politica faticosa da praticare, si coniuga con la delusione per l’inconcludenza dei risultati, per i miei cinquant’anni spesi arrancando senza forma e senza luogo

05.05.12
è normale o giustificabile che io non simpatizzi facilmente con le persone che investono somme eccessive in abbigliamento e gadget?
mi attirano di più le anime spartane e di indole scarsamente mondana che coltivano forme di ricchezza non monetizzabili, ineressate alle zone d’ombra, alle pieghe dove il mercato non si insinua
mi piace chi cerca la musica e chi seleziona severamente le proprie letture, chi non si preoccupa esageratamente del proprio aspetto fisico, dell’apparenza che prima o poi delude più che ingannare
nemmeno sono attratta dagli svogliati, da coloro che non intrattengono una relazione consapevole e curiosa con l’estetica delle cose e del mondo / perchè rosso non è blu e verde non è giallo ma soprattutto, rosso chiaro non è rosso scuro
il pensiero – prende forma nelle sfumature

ascolto:
file! with jim o’rourke – unreleased? – 2011
faust – the faust tapes – 1973

primo maggio – festa dei fiori

… ma non era la festa dei lavoratori?
si vede mica che abbiamo una giunta di destra … :-/