com’è evidente mi dedico al blog negli interstizi e cucino poco
le due cose vanno insieme perchè entrambe legate al tempo scarso
mi capita di scrivere invece durante i viaggi, pur se brevi (e brevi le note), ma sento di non dover più fare in modo che i miei pensieri confluiscano qui indiscriminatamente e irresponsabilmente, come succedeva anni fa;
il rapporto personale con questo spazio è cambiato e sta cambiando e mi aspetto sempre meno da voi che leggete – di conseguenza ho meno stilmoli a pubblicare, anche se ancora capita che arrivino riscontri imprevisti e graditi, persone che mi aiutano a percepire un margine di utilità, di condivisione attiva – e di costruzione
(grazie chiara)

ha piovuto, questo sì
sono perfino cadute grandini grosse come noci

ascolto spesso questo disco dei fire! con jim o’rourke
la musica metereologica del post invece è di toru takemitsu

.

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4 Comments

  1. Anche a me sta succedendo qualcosa del genere. Ma, al di là del mio personalissimo rapporto o non rapporto col mio blog, resta il fatto che “blog” suona ormai obsoleto. Non hai anche tu questa sensazione?
    Indubbiamente il blog è passato di moda: e qualche volta penso che questa sia la sola buona ragione per non chiudere il mio (nonostante la tentazione).

    P.S. Adoro Takemitsu!

  2. non ho mai ragionato in termini di mode o tendenze per quanto riguarda la sfera personale, non è proprio nella mia indole (anzi, l’idea di utilizzare uno strumento vetusto quasi mi solletica)
    in genere faccio le cose per bisogno, o per via di un irrefrenabile entusiasmo, spesso in anticipo oppure in ritardo rispetto all’esterno, riconoscendo in tali sfalsature una caratteristica mia propria, che poi è l’incapacità di stare al passo con gli altri, di corrispondere fedelmente a qualcosa

    non percepisco e non voglio considerare questo spazio come parte di una follia collettiva, ma come un angolo del mio mondo che serve ad esprimermi ed a comunicare / è sempre stato così / chiuderlo è un po’ come chiudere una casa che gli amici non frequentano più, e che tenevamo aperta per il piacere dello scambio e della loro compagnia, per quello che di noi era piacevole o importante mettere in comune, ben al di là di quello che succede nel mondo

  3. Non pensavo certo a te quando parlavo di “moda del blog”. Quello che volevo dire, invece, è che noto un diffuso disinteresse anche nei confronti di blog fino a qualche tempo fa molto frequentati. È evidente che il confronto si svolge ormai altrove, se di confronto si può parlare. Twitter, Fb et similia: la tendenza è questa. La moda della velocità, della superficialità e della dispersione.

  4. avevo capito
    ma esistono ancora blog frequentati e commentati, esistono sfere di interesse che non decadono
    in ogni caso quello che manca qui ultimamente sono i passaggi, ancor più che i commenti – forse è colpa mia, investo meno e diversamente da prima
    ma è un cane che si morde la coda …
    come chiedere ciò che non dai?
    (pur se cosapevole di aver per lungo tempo dato senza chiedere)

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