Category Archives: sound
. EVERYDAYJOHNCAGE . a Rimini un anno dedicato a John Cage. Dal 1 gennaio al 31 dicembre 2012 un sistema virale distribuisce quotidianamente nello spazio pubblico della città e in luoghi privati frammenti e materiali legati a John Cage. tra i progetti: un quotidiano (corriere romagna) pubblica ogni mattina per tutto l’anno una frase di
vorrei (e dovrei?) esserci – ma non potendo contare su un passaggio sicuro preferisco rimanere in citta’ (l’audio fa riferimento a un ensemble di musicisti leggermente diverso)
calouste gulbelkian era un ricco filantropo di origine armena che durante gli ultimi decenni dell’800 e la prima metà del 900 seppe accumulare un patrimonio notevole di opere d’arte e preziosi documenti a conseguenza di una vita avventurosa e di una profonda sensibilità / alla sua scomparsa nel 1959 venne istituita una fondazione che tuttora
sabato 28 maggio prossimo alle ore 17.30 antonio della marina e alessandra zucchi aprono le porte della loro galleria d’arte sonora e spaziale, nuovo ambiente dedicato alla sperimentazione musicale in udine, viale volontari della libertà numero 43 il programma inaugurale prevede un contributo di michael j. schumacher, artista e curatore americano, promotore e sostenitore dell’arte
i due brani che ho scelto questa volta presentano una struttura complessiva piuttosto differente tra loro – allo stesso tempo la timbrica e la particolare attitudine percussiva ne suggeriscono la plausibile prossimità estetica e il potenziale affiatamento ripropongo quindi un lavoro del 1982 di elliott sharp (peraltro già inserito in un post qualche settimana fa),
è il turno di due canzoni che fanno l’occhietto al jazz e che vedono a confronto l’ensemble nostalgia 77 octet e i working week, trio newyorkese sparito dalle scene dopo un breve periodo di attività intorno ai primi anni 80 evidenti le affinità nella struttura dei due brani così come nell’arrangiamento 1 chola (4,05
inaugura una rubrica decisamente saltuaria dedicata a coppie di canzoni affini oggi è il turno di due lunghi brani di rock psichedelico: 1 s/word and leviathan (12 min. ) tratto dall’ultimo disco dei six organs of admittance, asleep on the floodplain 2 the wheel (16 min.) celebre canzone dei motorpsycho da thimoty’s monster (lavoro del
l’inconsistenza piacevole del genere indie* ben incarna l’edonismo capillarmente diffuso che imbeve il tempo presente di molti, e la propensione a rifugiarsi in dimensioni estetiche più intime, basate su una forte componente individuale / si potrebbe dire che l’indie è una delle espressioni estetiche più gradevoli e subdole del qualunquismo (non solo culturale) cui ci
Il 24 marzo, Giornata Mondiale per la Lotta alla Tubercolosi, ritorna ToBe Continued. Si tratta di un “concerto” dall’aspetto assai originale, della durata di 24 ore (dalle 00.00 fino alla mezzanotte del 24 marzo), durante le quali diversi musicisti sparsi in vari punti del pianeta si collegheranno a un sito internet per trasmettere, dal vivo,
julie driscoll fotografata da richard avedon nel 1969 . quale musica saprà raccontare il nostro tempo a chi arriva dopo di noi, con la stessa intensità e nitidezza con cui certe canzoni ci hanno parlato degli anni già passati? quali sono secondo voi le musiche che descrivono con efficacia e verità il tempo recente? .
1 rodger coleman ha un blog su cui pubblica articoli interessanti, buona musica e ottime playlist con gli ascolti della settimana che costituiscono per me un’imperdibile fonte di ispirazione / potete trovare anche le annotazioni in merito alla tipologia di ascolto > macchina o Ipod / ma soprattutto: molti articoli sulla musica del grande sun
in questi giorni sto ascoltando un paio di uscite musicali recenti l’ultimo di ribot (silent movies) e saturn singsdel mary halvorson quintetdi averli visti suonare insieme (lui e lei) mi ero dimenticata fino a che non ho sbirciato la fotografia della halvorson, perché questa ragazza prodigio altri non è se non la seconda chitarra nel
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I il primo sorriso dopo vari giorni è sorto spontaneo mentre durante la notte scorrevano le immagini di un documentario sui grandi pianisti del blues firmato clint eastwood a un certo punto eastwood chiede a pinetop perkins (sono seduti entrambi al pianoforte) di suonargli un brano “alla pinetop” e l’arzillo vecchietto di colore (born 1913
