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ieri sono stata al cinema per vedere urlo e sapevo sin da principio che non sarebbe stata una visione entusiasmante perché conosco ed amo troppo le strampalate e commoventi storie dei beatniks per potermi accontentare eppure, essendo il film diretto da due documentaristi, mi sarei aspettata qualcosa di meno televisivo e patinato il periodo beat
/ alcuni si perdono nel piccolo punto generano oggetti sfiziosi perfettamente inutili // le copertine non sono quasi mai alla (medesima) altezza del contenuto vivono un’esistenza a parte, narcisisticamente sponsorizzate da grafici di successo [ ok computer > una copertina un disco: nessuna distanza o frattura ] /// in genere dimentichiamo di dimenticarci il mercato
si stanno accumulando gli argomenti per una serie di post
ne scrivono da varie parti, con rammarico e dispiacere ed invece qui – niente niente / nonostante il talento, le sue deliranti divagazioni e le strutture che con il corpo intrattenevano sempre relazioni inedite ed ambigue (si è trattato dell’abito e della sua negazione, dissoluzione dell’idea di moda in pura visione, comunque sia inequivocabilmente commerciale)
ieri leggevo su femminismo a sud una lettera dedicata al razzismo di quartiere, che tocca il tema del difficile rapporto con quegli amici o conoscenti che esprimono posizioni di intolleranza o idee politiche in contrasto con le nostre / di questi tempi mi capita spesso e non unicamente in merito al razzismo – forse mi
due questioni: – la giornata è composta/formata da frammenti – tali frammenti sono (assolutamente) controversi + c’è lo stramaledetto controllo estetico: mai eccelso, mai abbastanza scarso da passare in secondo piano + t.s. eliot – trad. roberto sanesi: qualcuno al piano di sopra suona musica orribile a tutto volume
1 – haiti (piuttosto) mi sento di osservare come l’infamia dell’uomo si appoggi di volta in volta sulle più terribili tragedie per trarne un vergognoso profitto / la natura umana sorprende per l’istintiva bassezza di molti, un istinto irrecuperabile verso la sopraffazione e l’abuso 2 – leghisti il fatto di voler censurare nelle scuole elementari