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[ 18.03.2011 – 0902 ] . [Audio clip: view full post to listen] [Audio clip: view full post to listen] quale asciuttezza di parole, la luce è quella dopo la pioggia e le nuvole fioccano sulle montagne, disordinate e abbondanti, ancora incerte se sciogliersi al sole questa metà di marzo vagamente invernale è un susseguirsi

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[ senza il tempo necessario a sedersi e scrivere ] . [Audio clip: view full post to listen]

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alla fine sul ponte ci sono andata e ne è valsa la pena

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via carnia.la

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dovrei scrivere qualcosa in merito a quelle sedie sfondate, perchè ricordo quando arrivarono nel cortile del bar, con i loro colori moderni, a sostituire le vecchie sedute pieghevoli di legno dipinte di verde scuro le varie stagioni della memoria come scatole cinesi che si inghiottono una dopo l’altra, e certe cose che invece non cambiano:

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forse una questione di pieni sospesi, vacillanti nella luce oppure il silenzio del cimitero appollaiato sopra l’ampio bacino brulicante della valle l’isolamento inerme di ciascuna foglia caduta e aderente all’indifferenza della sua pietra (il tutto di questo stare nella luce assume la forma di uno svuotamento) . [Audio clip: view full post to listen]

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