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	<title>POP LIFE BLOG &#187; culture</title>
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		<title>c a l c h i</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 15:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tracciamenti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[cronache da una città poco ospitale] conosco le zone aperte di questa città, le sue strade, le piazze, molte estensioni dello spazio urbano ai piani terra per la necessità quotidiana di entrare nei negozi / rare volte mi addentro nei palazzi per accedere ad uffici posti a piani più alti, oppure è capitato in certe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #888888;">[cronache da una città poco ospitale]</span></p>
<p><span style="color: #888888;"><img class="alignnone size-full wp-image-11087" title="0811-021-derrida" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2011/08/0811-021-derrida.jpg" alt="" width="600" height="488" /><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-11089" style="margin-top: 1px; margin-bottom: 1px;" title="0811-022-rilke" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2011/08/0811-022-rilke.jpg" alt="" width="600" height="329" /><br />
</span></p>
<table width="600">
<tbody>
<tr>
<td>
<h4>conosco le zone aperte di questa città, le sue strade, le piazze, molte estensioni dello spazio urbano ai piani terra per la necessità quotidiana di entrare nei negozi / rare volte mi addentro nei palazzi per accedere ad uffici posti a piani più alti, oppure è capitato in certe scuole, in biblioteca od al cinema /<br />
ma non conosco che marginalmente la città residenziale ed i suoi spazi privati, nonostante viva qui da circa otto anni / gli udinesi si tengono stretta la privacy, non aprono i loro manieri con facilità e naturalezza / è una società urbana di provincia, cortese quanto stitica, che non ama mescolarsi /</h4>
<h4>pensando a venezia per esempio, posso dire di aver salito molte scale e visitato moltissimi appartamenti, di conoscere le calli ma anche le cucine e i salotti della città, le sue tende, la vista sullo spazio esterno che si ottiene sbirciando dalle diverse finestre / in tal modo la città vissuta sviluppa un negativo e un positivo spaziale, la sua volumetria si fa più completa e complessa / se invece dovessi realizzare un calco degli spazi che vivo adesso, sarebbe un calco di spazi aperti e piani terra, un calco che include centri commerciali e stazioni &#8211; ma senza scale di condominio o significativi sviluppi nel privato / risulta di fatto un calco muto, a temperatura ambiente / privo di memorie individuali condivise, si ferma all’imbocco dei pianerottoli residenziali</h4>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11091" title="0811-023-rw" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2011/08/0811-023-rw.jpg" alt="" width="600" height="721" /><br />
<span id="more-11085"></span></p>
<h4>nello scrivere queste poche righe immagino una città con le porte murate e soccorrono la mia visione i bellissimi calchi di rachel whiteread, ma anche la scala impraticabile di do-uh-suh allestita alla tate gallery / l’opera che traduce gli spazi muti racconta innumerevoli storie troncate dalla farraginosità dei rapporti, dalla ritrosia borghese di classi che non si mescolano con lo straniero, che non condividono conoscenza e cibo, che sovrappongono con sapienza diverse reti impermeabili di contatti e frequentazioni, badando a tenerle accuratamente separate</h4>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11086" title="0811-025-dohosuh" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2011/08/0811-025-dohosuh.jpg" alt="" width="600" height="452" /><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-11103" style="margin-top: 1px; margin-bottom: 1px;" title="0811-026-mh" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2011/08/0811-026-mh.jpg" alt="" width="600" height="399" /></p>
<h4>queste reti sovrapposte non suonano come quelle di alexander chen, che crea mappe sonore utilizzando le reti connettive urbane come sovrastruttura di riferimento &#8211; sono piuttosto le mappe-altalene sospese e isolate di mona hatoum / oppure posso immaginare una serie di vetri insonorizzanti che separano cartografie esistenziali con forte carattere di individualità e con limitato raggio relazionale, definendo la mondanità misurata di una società che non si mescola, non si schiera e soprattutto non si compromette, proprio come asseriva con orgoglio giorni fa il presidente di una nota rassegna culturale: il pluralismo viene garantito dall’assenza di qualsiasi ideologizzazione (attenzione a non prendere posizione!) e gli sponsor privati svolgono un ruolo nei confronti della cultura che non si può e non si deve pretendere dallo stato e dalle istituzioni pubbliche (come potremmo pensare di mettere in imbarazzo i <em>nostri </em>sponsor con scomode asserzioni politiche?)</h4>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><object width="600" height="338"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=19372180&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ffffff&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="338" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=19372180&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ffffff&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<h4>la città si tiene stretta questa indole riservata e di braccio corto, accoglie gli stranieri in silenzio, li integra con civiltà negli ambiti di servizio ma non procura di fatto un contesto immobiliare capace di favorire la mescolanza / ogni quartiere possiede valichi trasparenti e silenziosi come forse succede in molte parti del mondo &#8211; è un assommarsi di calchi impenetrabili, di spazi solidi che nella pratica dei rapporti spaziali contravvengono alla regola della liquidità / dopo molti anni sono ancora <em>straniera</em>, ancora esterna &#8211; non pratico i piani alti e le mense amicali dei residenti / attraverso lo spazio in bicicletta ma senza potermi mescolare,  senza condividere e compartire /</h4>
<h4>ciò naturalmente ha anche i suoi vantaggi: non ricevo imbarazzanti inviti alle happy hour del sabato sera od a certe inaugurazioni pseudo-culturali che si ripetono uguali a se stesse senza stupire nessuno &#8211; pretesti mondani ininfluenti di una città di provincia che vuole imitare manhattan</h4>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="text-decoration: underline;">immagini</span></p>
<p style="padding-left: 30px;">1.       jacques derrida &#8211; discussione con cristopher norris</p>
<p style="padding-left: 30px;">2.       rainer maria rilke &#8211; nona elegia</p>
<p style="padding-left: 30px;">3.       rachel whiteread &#8211; house &#8211; 1993</p>
<p style="padding-left: 30px;">4.       do ho suh &#8211; staircase III &#8211; 2011</p>
<p style="padding-left: 30px;">5.       mona hatoum &#8211; suspended &#8211; 2011</p>
<p style="padding-left: 30px;">6.       alexander chen &#8211; conductor: mta me &#8211; 2011</p>
<p>&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>t(rav)agli</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 13:27:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tracciamenti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[culture]]></category>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lanazione.it/umbria/cronaca/2010/11/10/412426-black_della_cultura_protesta_fermare_tagli_governo.shtml" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-6820" title="11-031" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2010/11/11-031.jpg" alt="" width="400" height="483" /></a></p>
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		<title>i professori non sono (nemmeno) vintage</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 11:37:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tracciamenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[sfoghi]]></category>
		<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[. - oggi mi sono svegliata con la netta percezione di quanto sia disperata e senza sbocco la lotta per la scuola / una lotta di pochi di fronte a un’enorme massa indifferente di persone che considerano rumore le nostre proteste e che non ne capiscono il senso, che vogliono per i loro figli solo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table width="600">
<tbody>
<tr>
<td><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><a href="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2010/10/10-012.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5685" title="10-012" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2010/10/10-012.jpg" alt="" width="600" height="422" /></a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">-</span></p>
<p>oggi mi sono svegliata con la netta percezione di quanto sia disperata e senza sbocco la lotta per la scuola / una lotta di pochi di fronte a un’enorme massa indifferente di persone che considerano rumore le nostre proteste e che non ne capiscono il senso, che vogliono per i loro figli solo un pezzo di carta, possibilmente ottenuto con il minimo sforzo<br />
la parola cultura è una reminescenza inutile del vocabolario, un ramo secco che si conserva per ricordo &#8211; una cosa morta, senza spirito<br />
persino i <em>creativi </em>ormai propongono nella stragrande maggioranza dei casi un bello viziato, perseguono un’estetica masturbatoria e priva di energia, che induce all’incoscienza, a una forma apolitica di oblio<br />
si tratta di un intimismo fuori luogo e fuori tempo, di fronte a quello che succede nel nostro paese e nel mondo, sbocchi formali più vicini a una moda che a un moto autenticamente culturale / tali manifestazioni sono il risultato del fatale connubio tra tecnologia e tendenze modaiole più che di invenzione e sacrificio / gesti spogliati di ogni valenza processuale e di ogni intenzione costruttiva, moltiplicati all’infinito / apoteosi esponenziale del bello gratuito</p>
<p>cosa impariamo da queste nuove forme di espressione?<br />
cosa cambia in noi di fronte a tanta piacevolezza?<br />
temo che la maggior parte sia contenta di rifugiarsi in tiepide nicchie (verbali o iconografiche non importa) in cui è possibile e plausibile evitare di prendere posizione, nicchie accondiscendenti, generaliste e di largo consumo<br />
proprio come un bel vestito, queste manifestazioni creative non procurano alcuno scarto del pensiero, nessun ribaltamento del senso comune, soprattutto nessun collegamento attivo con il mondo &#8211; ci spingono piuttosto a impiegare il nostro tempo per perfezionare individualmente dettagli formali della nostra vita (guardaroba, arredamento, gastronomia)<br />
in una lettera ieri l’ho chiamato qualunquismo estetico<br />
lo stesso che ci tiene lontani dalla comprensione dei valori perduti nel corso dell’ultimo ventennio e che ad esempio provoca un pietoso assenteismo nella protesta per salvaguardare la scuola / i precari sono antiestetici e sfigati, decisamente fuori moda, non vanno bene nemmeno per il modernariato &#8211; i professori poi (quantomeno quelli della scuola primaria e secondaria) fanno parte di una categoria ancor meno autorevole, gente fallita che non avrà mai successo nella vita, che non trarrà ricchezza materiale dal proprio lavoro e che dovrà cedere perennemente al compromesso antiestetico dell’istruzione italiana: arredi di second’ordine, libri impaginati tristemente, scenari mediocri da lasciare nell’ombra</p>
<p>tutto è talmente correlato, un processo di disintegrazione culturale che pervade ogni strato e che ha preso corpo a partire dal dopoguerra, con l’insinuarsi di una cultura dei beni materiali e dell’apparenza che è andata a scalzare la cultura con la c maiuscola, quella di talenti autentici che dedicavano al sapere e alla ricerca l’intera vita, talenti senza fronzoli<br />
(attualmente ci restano solo i fronzoli)</p>
<p>nemmeno esprimersi decorosamente ed efficacemente nella propria lingua rappresenta ormai un problema: in fondo non ci sono poi cose tanto complesse da dire &#8211; sono sufficienti comunicazioni pratiche, al massimo gli insulti e i versi per la partita allo stadio o per sbeffeggiare gli stranieri /<br />
per rutti e scorregge non servono diploma o dizionario</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
mi sento fragile</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>a ognuno la sua croce&#8230;</title>
		<link>http://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2009/11/04/a-ognuno-la-sua-croce/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 07:51:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tracciamenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[utube]]></category>

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		<description><![CDATA[udine &#8211; scuola media &#8211; 2008 (foto tracciamenti) new york times about the european human rights court decision stefano rodotà su repubblica don milani natalia ginzburg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #888888;"><span style="color: #000000;">udine &#8211; scuola media &#8211; 2008 </span> (foto tracciamenti)</span><br />
<img class="alignnone" src="http://www.tracciamenti.net/tracciablog/09/11%2009/1109-008.jpg" alt="" width="600" height="450" /><br />
<object style="width: 600px; height: 494px;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="600" height="494" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Wv3ic6OOXns" /><embed style="width: 600px; height: 494px;" type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="494" src="http://www.youtube.com/v/Wv3ic6OOXns"></embed></object></p>
<p><a href="http://www.nytimes.com/2009/11/04/world/europe/04briefs-Crucifix.html" target="_blank">new york times</a> about the european human rights court decision</p>
<p><a href="http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2009/novembre/repubblica_la_battaglia_su_un_simbolo" target="_blank">stefano rodotà su repubblica</a></p>
<p><a href="http://www.reteblu.org/dibattiti/0902/dibattiti06.html#Il%20Crocifisso%20di%20don%20Milani" target="_blank">don milani</a></p>
<p><a href="http://lineadombra.wordpress.com/2007/07/21/natalia-ginzburg-e-il-crocifisso/" target="_blank">natalia ginzburg</a></p>
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