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03112011 1941 * l’altra sera in un film italiano ho riascoltato una vecchia canzone di patti smith: è stato così fulmineo il senso di familiarità, l’emozione di qualcosa che fu parte di un periodo molto intenso della mia adolescenza e che ha avvolto strettamente i miei sogni giovanili / con questa canzone in sottofondo sognavo
negli anni ho imparato a distaccarmente, a vivere lontana —————–(e non è stato certo facile) eppure la familiarità non decade anche se dimentico il nome di qualche campo o confondo le scorciatoie da queste foto sarà forse irriconoscibile, non importa è stata una giornata speciale non intendo usare superlativi – sono stanca di chi li
giornate di tempo bizzarro e nuvole basse è tornato il freddo – le montagne sono coperte di neve la zia mi ha regalato un’ottima focaccia pasquale da inzuppare nel caffelatte cianografie nel frattempo mi sto dedicando a una nuova serie di lavori digitali la memoria porta alla luce i pomeriggi trascorsi passando lucidi incerti attraverso