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	<title>POP LIFE BLOG &#187; scuola</title>
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		<title>la scuola delle idee è la scuola della gente</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 09:33:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tracciamenti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[danilo dolci]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; «Tutti sappiamo- dice Danilo Dolci alle mamme di Partinico, nella prima pagina del suo nuovo libro – come è necessaria una scuola nuova. Si potrebbe far crescere con le idee della gente, o senza le idee della gente. Siamo qui per domandarci quali sarebbero i consigli per questa scuola, come sognate una scuola per]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table width="600">
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignnone size-full wp-image-11868" title="0911-064" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/0911-064.jpg" alt="" width="600" height="428" />&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">«Tutti sappiamo- dice Danilo Dolci alle mamme di  Partinico, nella prima pagina  del suo nuovo libro – come  è necessaria una scuola nuova.<br />
Si potrebbe far crescere con le idee della gente, o senza le idee della gente. Siamo qui per domandarci quali sarebbero i consigli per questa scuola, come sognate una scuola per i bambini vostri, come la vorreste… ».</p>
<p style="text-align: justify;">Le mamme, dapprima timide  e disorientate, prendono via via coraggio a parlare, raramente interrotte da una domanda, dall’invito a precisare un concetto, da una sottolineatura.<br />
Il  Socrate che coordina il dialogo, lo pungola, lo alimenta discretamente di stimoli, non è il furbo stratega che guida i suoi Fedoni  e Fedri e Critoni per una strada nota a lui solo, perché arrivino dove vuole lui: ha in mente una meta, la creazione di un nuovo centro educativo, ma non vuole  precisarla senza il contributo «della gente»; ha esperienza e cultura, la sa ripartire alla pari con l’interlcutore più semplice, primo perché rispetta la sua esperienza e la cultura (magari analfabeta) di cui lo sa portatore, secondo perché pensa che la nuova istituzione avrà fondamenta più profonde se crescerà « con la gente » e farà crescere tutti coloro che ci lavoreranno.</p>
<p>6 luglio 1973<br />
gianni rodari recensisce il libro di danilo dolci “chissà se i pesci piangono”<br />
[<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://casarrubea.wordpress.com/2010/12/25/danilo-dolci-la-societa-maieutica/" target="_blank">continua qui</a></span>]</p>
<p>sempre sul blog di giuseppe casarrubea: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://casarrubea.wordpress.com/2010/03/05/danilo-dolci-visto-da-carlo-levi/" target="_blank">danilo dolci visto da carlo levi</a></span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>lezioni in piazza</title>
		<link>http://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2011/01/22/lezioni-in-piazza/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 13:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tracciamenti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[lotta]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[da stampare e divulgare click sull&#8217;immagine per scaricare il pdf .]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da stampare e divulgare<br />
click sull&#8217;immagine per scaricare il pdf</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><a href="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2011/01/26-gennaio-UD.pdf" target="_blank"><img class="size-full wp-image-8038 alignnone" style="border: 1px solid black;" title="Lezioni-in-piazza" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2011/01/Lezioni-in-piazza.jpg" alt="" /></a></p>
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		<title>che fine ha fatto il valore del lavoro intellettuale?</title>
		<link>http://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2010/11/13/che-fine-ha-fatto-il-valore-del-lavoro-intellettuale/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Nov 2010 12:25:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tracciamenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[calendario]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>

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		<description><![CDATA[. il testo del volantino: Esiste oggi un problema di svalorizzazione della forza-lavoro intellettuale? Knowledge workers, free-lancers del sapere, classe creativa… Quali sono le condizioni in cui vivono e lavorano i giovani più colti e istruiti? Che cos’è l’intellettuale nell’epoca della new economy? Cosa significa fare cultura al tempo della globalizzazione? E a cosa aspirano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table width="600">
<tbody>
<tr>
<td><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-6884" title="rovatti" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2010/11/rovatti.jpg" alt="" width="600" height="289" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-398" title="linea600" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2009/11/linea600.gif" alt="" width="600" height="3" /></p>
<h4>il testo del volantino:</h4>
<h4>Esiste oggi un problema di svalorizzazione della forza-lavoro intellettuale?<br />
<em>Knowledge workers</em>, <em>free-lancers</em> del sapere, classe creativa… Quali sono le condizioni in cui vivono e  lavorano i giovani più colti e istruiti? Che cos’è l’intellettuale  nell’epoca della new economy? Cosa significa fare cultura al tempo della  globalizzazione? E a cosa aspirano i precari laureati e  pluri-specializzati di oggi, quando le istituzioni – scuole, università  ed enti di ricerca pubblici – che dovrebbero garantire loro una  prospettiva si stanno estinguendo? C’è ancora modo di valorizzare il  lavoro di chi ha la funzione di inventare e diffondere il sapere?<br />
Quello dei lavoratori precari della  conoscenza – veri e propri operai a chiamata del sapere – è uno degli  aspetti più paradossali, e assieme uno dei più nascosti, di un assetto  sociale ingiusto e contraddittorio. Nella produzione post-industriale –  si dice – i modelli economici si reggono sulla creazione immateriale di  valore economico reale.<br />
Ma di quale economia della  conoscenza possiamo parlare quando il sistema scolastico si regge su un  utilizzo ormai strutturale di supplenti che cambiano luogo di lavoro  ogni anno, e spesso più di una volta all’anno? A quale possibilità di  sviluppo ci riferiamo quando migliaia di corsi universitari, più o meno  fondamentali, sono adati a studiosi che non hanno nemmeno i mezzi per  condurli in condizioni dignitose?<br />
Forse la mobilitazione dei precari  della scuola e della ricerca è nata e sta cercando faticosamente di  svilupparsi proprio per questo: per definire ciò che essi (non) sono,  per illuminare la loro condizione, per dare voce alle loro aspirazioni.  Si tratta di una mobilitazione che non richiede nessuno sguardo  pietistico o compassionevole, ma pretende di aprire una discussione  aperta sul ruolo e sul futuro dell’istruzione, della ricerca, della  cultura in un paese in cui c’è il rischio che si perda ogni gusto a  essere istruiti.</h4>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>appello di un insegnante ai genitori trasparenti</title>
		<link>http://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2010/11/09/appello-di-un-insegnante-ai-genitori-trasparenti/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 16:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tracciamenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[sfoghi]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[oggi il manifesto esce con un supplemento dedicato alla scuola ed ai tagli operati dalla riforma gelmini / un’ottima occasione per riflettere e fare il punto della situazione per l’appunto mi chiedevo quanti cittadini e genitori abbiano deciso in questi mesi di fare qualcosa per salvaguardare la qualità del sistema scolastico / me lo chiedevo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table width="600">
<tbody>
<tr>
<td>
<h4>oggi il manifesto esce con un supplemento dedicato alla scuola ed ai tagli operati dalla riforma gelmini / un’ottima occasione per riflettere e fare il punto della situazione</h4>
<h4>per l’appunto mi chiedevo quanti cittadini e genitori abbiano deciso in questi mesi di fare qualcosa per salvaguardare la qualità del sistema scolastico / me lo chiedevo perché qui a udine sembra che gli unici a protestare sinora siano stati i docenti (tra l&#8217;altro non così tanti come si potrebbe auspicare) e una minima componente ata, con un sostegno risibile da parte di altri</h4>
<h4>e continuo a chiedermelo <span style="text-decoration: underline;">dove sono i genitori</span>, perché se è vero che noi insegnanti siamo i diretti interessati dal punto di vista dei salari e dei posti di lavoro (io sono attualmente senza un incarico e difficilmente ne avrò uno quest’anno) è vero anche che sono i vostri figli a studiare ed a subire le conseguenze del peggioramento inflitto alla scuola</h4>
<h4><span style="text-decoration: underline;">ma nessuno si muove</span></h4>
<h4>i genitori borbottano qualcosa mentre guardano il telegiornale e poi alle manifestazioni non li vedi, quando si tratta di metterci la faccia non li vedi, quando c’è da provare a strutturare qualche idea per cambiare le cose e migliorare la situazione non li vedi, quando si tratta di rendere politica la lotta e più tangibile la solidarietà non li vedi …</h4>
<h4>oppure li senti addurre giustificazioni del tipo: <em>a me la politica non interessa</em> od ancora <em>la mia posizione politica è una faccenda privata, personale</em>, <em>io non scendo in piazza con i sindacati</em>, eccetera</h4>
<h4>sarebbero queste le persone che hanno a cuore il destino delle nostre istituzioni?<br />
o aspettano solo che il governo diminuisca le tasse rintanati nei loro salotti?</h4>
<h4>ripeto: <span style="text-decoration: underline;">dove sono i genitori</span>?</h4>
<h4>ma certo, hanno impegni i genitori, devono badare ai figli, lavorare, pensare al futuro ed ai piaceri della famiglia / come se chi scrive e i colleghi in protesta non avessero affetti e impegni quotidiani, e non avessero diritto ugualmente a un futuro ed a una vita decente</h4>
<h4><span style="text-decoration: underline;">ma occuparsi della scuola non è forse badare ai propri figli</span>?</h4>
<h4>quante ore avreste potuto trascorrere in piazza oppure alle riunioni che trattano il destino della scuola anziché rimanere in casa a guardare un film o andare dalla parrucchiera? anche i vostri figli hanno diritto di sapere e vedere cosa succede, di attraversare lo stato delle cose, e se perdono la lezione di judo o un paio d’ore di video giochi per andare a trovare i loro insegnanti in piazza non cascherà certo il mondo!</h4>
<h4>del resto cosa possono imparare i ragazzi dell’impegno sociale da famigliari che se ne fregano diplomaticamente, che fanno finta di niente o che delegano? vorrei che rispondeste da soli, e chiudo ricordandovi che anche se perdete qualche pizza con gli amici e un cinemino per occuparvi di quello che sta succedendo beh … credo proprio che sarebbe solo ora!</h4>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #888888;"><span style="text-decoration: underline;">nota</span>:<br />
un insegnante è stato utilizzato in froma neutra e quindi senza accento con intenzione</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">. </span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>ritmo / nihilista / pedemontano</title>
		<link>http://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2010/10/21/ritmo-nihilista-pedemontano/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 08:20:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tracciamenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[carnia]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[* dopo venezia mi è stato difficile pubblicare qualcosa sono abbastanza demotivata dall&#8217;assenza di commenti come (e forse di più) dall&#8217;assenza di lavoro (la verità è che non voglio tornare a scuola; l&#8217;idea di essere insegnante mi corrisponde sempre meno) ** dovrei cambiare modo di fotografare meno pigro e diligente, meno logico e pedissequo (ultimamente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>*<br />
dopo venezia mi è stato difficile pubblicare qualcosa<br />
sono abbastanza demotivata dall&#8217;assenza di commenti come (e forse di più) dall&#8217;assenza di lavoro</p>
<p><span style="color: #888888;">(la verità è che non voglio tornare a scuola; l&#8217;idea di <em>essere </em>insegnante mi corrisponde sempre meno)</span></p>
<p>**<br />
dovrei cambiare modo di fotografare<br />
meno pigro e diligente, meno logico e pedissequo</p>
<p><span style="color: #888888;">(ultimamente prendere in mano la nikon è fonte di imbarazzo, di annichilimento)</span></p>
<p>***<br />
leggo quando posso il libro di girolamo de michele sulla scuola<br />
in bilico &#8211; tra essere dentro e rimanere fuori</p>
<p><span style="color: #888888;">(molto fuori, ultimamente &#8211; non vado nemmeno alle riunioni del comitato)</span></p>
<p>****<br />
gli amici e le loro belle case mi mettono in crisi<br />
alcuni scelgono un destino borghese &#8211; un percorso di abbellimento (anche culturale) e fanno molti soldi</p>
<p><span style="color: #888888;">(tutto un formicolare dei pensieri, di fronte all&#8217;inutilità leziosa dei &#8216;miei&#8217; di-segni)</span></p>
<p><span style="color: #888888;"><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
</span></p>
<p><a href="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2009/11/dotted.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-403" title="dotted" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2009/11/dotted.gif" alt="" width="600" height="3" /></a></p>
<p><a href="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2010/10/10-093light.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6224" style="margin-top: 1px; margin-bottom: 1px;" title="10-104" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2010/10/10-104.jpg" alt="" width="600" height="225" /><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-6209" title="10-093light" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2010/10/10-093light.jpg" alt="" width="600" height="402" /></a><br />
<a href="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2010/10/10-095.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6211" style="margin-top: 1px; margin-bottom: 1px;" title="10-095" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2010/10/10-095.jpg" alt="" width="600" height="402" /></a><br />
<a href="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2010/10/10-097.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6213" title="10-097" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2010/10/10-097.jpg" alt="" width="600" height="401" /></a><br />
<strong>parole /</strong> david foster wallace via g. de michele</p>
]]></content:encoded>
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		<title>i professori non sono (nemmeno) vintage</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 11:37:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tracciamenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[sfoghi]]></category>
		<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[. - oggi mi sono svegliata con la netta percezione di quanto sia disperata e senza sbocco la lotta per la scuola / una lotta di pochi di fronte a un’enorme massa indifferente di persone che considerano rumore le nostre proteste e che non ne capiscono il senso, che vogliono per i loro figli solo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table width="600">
<tbody>
<tr>
<td><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><a href="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2010/10/10-012.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5685" title="10-012" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2010/10/10-012.jpg" alt="" width="600" height="422" /></a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">-</span></p>
<p>oggi mi sono svegliata con la netta percezione di quanto sia disperata e senza sbocco la lotta per la scuola / una lotta di pochi di fronte a un’enorme massa indifferente di persone che considerano rumore le nostre proteste e che non ne capiscono il senso, che vogliono per i loro figli solo un pezzo di carta, possibilmente ottenuto con il minimo sforzo<br />
la parola cultura è una reminescenza inutile del vocabolario, un ramo secco che si conserva per ricordo &#8211; una cosa morta, senza spirito<br />
persino i <em>creativi </em>ormai propongono nella stragrande maggioranza dei casi un bello viziato, perseguono un’estetica masturbatoria e priva di energia, che induce all’incoscienza, a una forma apolitica di oblio<br />
si tratta di un intimismo fuori luogo e fuori tempo, di fronte a quello che succede nel nostro paese e nel mondo, sbocchi formali più vicini a una moda che a un moto autenticamente culturale / tali manifestazioni sono il risultato del fatale connubio tra tecnologia e tendenze modaiole più che di invenzione e sacrificio / gesti spogliati di ogni valenza processuale e di ogni intenzione costruttiva, moltiplicati all’infinito / apoteosi esponenziale del bello gratuito</p>
<p>cosa impariamo da queste nuove forme di espressione?<br />
cosa cambia in noi di fronte a tanta piacevolezza?<br />
temo che la maggior parte sia contenta di rifugiarsi in tiepide nicchie (verbali o iconografiche non importa) in cui è possibile e plausibile evitare di prendere posizione, nicchie accondiscendenti, generaliste e di largo consumo<br />
proprio come un bel vestito, queste manifestazioni creative non procurano alcuno scarto del pensiero, nessun ribaltamento del senso comune, soprattutto nessun collegamento attivo con il mondo &#8211; ci spingono piuttosto a impiegare il nostro tempo per perfezionare individualmente dettagli formali della nostra vita (guardaroba, arredamento, gastronomia)<br />
in una lettera ieri l’ho chiamato qualunquismo estetico<br />
lo stesso che ci tiene lontani dalla comprensione dei valori perduti nel corso dell’ultimo ventennio e che ad esempio provoca un pietoso assenteismo nella protesta per salvaguardare la scuola / i precari sono antiestetici e sfigati, decisamente fuori moda, non vanno bene nemmeno per il modernariato &#8211; i professori poi (quantomeno quelli della scuola primaria e secondaria) fanno parte di una categoria ancor meno autorevole, gente fallita che non avrà mai successo nella vita, che non trarrà ricchezza materiale dal proprio lavoro e che dovrà cedere perennemente al compromesso antiestetico dell’istruzione italiana: arredi di second’ordine, libri impaginati tristemente, scenari mediocri da lasciare nell’ombra</p>
<p>tutto è talmente correlato, un processo di disintegrazione culturale che pervade ogni strato e che ha preso corpo a partire dal dopoguerra, con l’insinuarsi di una cultura dei beni materiali e dell’apparenza che è andata a scalzare la cultura con la c maiuscola, quella di talenti autentici che dedicavano al sapere e alla ricerca l’intera vita, talenti senza fronzoli<br />
(attualmente ci restano solo i fronzoli)</p>
<p>nemmeno esprimersi decorosamente ed efficacemente nella propria lingua rappresenta ormai un problema: in fondo non ci sono poi cose tanto complesse da dire &#8211; sono sufficienti comunicazioni pratiche, al massimo gli insulti e i versi per la partita allo stadio o per sbeffeggiare gli stranieri /<br />
per rutti e scorregge non servono diploma o dizionario</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
mi sento fragile</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>giornata / cgil</title>
		<link>http://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2010/09/30/giornata-cgil/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 07:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tracciamenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>

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		<description><![CDATA[. ieri giornata cgil assemblea al palamostre con aula gremita a guardar bene, poco prima dell’una la gran parte di loro si dilegua (eppure c’era ancora il rinfresco!) si tratta forse di docenti che vengono alle assemblee solo per non stare a scuola (break sindacale) o per tener buona la coscienza? fatto sta che nel]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table width="600">
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignnone size-full wp-image-5567" title="09-129" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2010/09/09-129.jpg" alt="" width="600" height="386" /></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>ieri giornata cgil<br />
assemblea al palamostre con aula gremita<br />
a guardar bene, poco prima dell’una la gran parte di loro si dilegua (eppure c’era ancora il rinfresco!)<br />
si tratta forse di docenti che vengono alle assemblee solo per non stare a scuola (break sindacale) o per tener buona la coscienza?<br />
fatto sta che nel pomeriggio, alla manifestazione con le vuvuzela, eravamo solo una ventina<br />
perché quando si tratta di mettere il proprio tempo a disposizione di una lotta quasi tutti hanno da fare, trovano scuse, non rispondono al telefono / un’amica mi scrive dicendo che all’assemblea non è venuta perché aveva due riunioni a scuola: …ma questa cosa non riguarda forse la scuola: non è scuola la riforma in atto, non è scuola questo licenziamento in massa?<br />
honsell ancora una volta presente, conferma il suo appoggio agli insegnanti in lotta e ribadisce il dissenso nei confronti delle posizioni governative &#8211; si percepisce la fragilità di un sindaco isolato che non intende rinnegare le sue convinzioni / parla con trasporto, del resto l’università la conosce bene (rettore per molti anni qui a udine) / oggi incontrerà i precari in sala ajace<br />
già, i precari: non si vedono all’assemblea, latitano, forse hanno altri lavori, forse sono tornati a casa (molti sono del sud) &#8211; quello che mi diventa sempre più chiaro è che costruire un movimento di protesta circondati da tale indifferenza e assenteismo è davvero difficile<br />
mentre ci spostiamo da una piazzetta all’altra per manifestare con una performance silenziosa, incontro a. per strada e la porto con noi – anche lei insegnante precaria &#8211; ormai ci vediamo poco, abbiamo studiato insieme architettura a venezia e condiviso molte esperienze, tanti amici cari in comune, cene feste e ricordi, e quando ci si ritrova quel substrato comune consente confidenza e tranquillità / beviamo qualcosa in piazzetta san giacomo prendendo il sole, per qualche ora sembra estate e la luce scotta ancora<br />
oggi è nuovamente autunno…</p>
<p>dopo la sala ajace nel pomeriggio conto di visitare il museo della città fresco di inaugurazione, allestito da gae aulenti in <a href="http://www.udine20.it/udine-casa-cavazzini-restituita-alla-citta/" target="_blank">palazzo cavazzini</a> – … una città borghese non può che dotarsi di un museo borghese?<em><br />
</em>pregiudizi o certezze?<em><br />
a ver</em> …</p>
<p>+<br />
la <a href="http://www.flcgilud.it/" target="_blank">FLC</a> ha distribuito ai presenti un <a href="http://www.tracciamenti.net/tracciablog/10/09/volantino cgil.htm" target="_blank">kit-volantino</a> contenente una serie di indicazioni per gli insegnanti, regole concrete per attuare una protesta attiva all&#8217;interno delle scuole / il linguaggio del testo tradisce l&#8217;urgenza e la concitazione degli animi e senz&#8217;altro tali posizioni in altri tempi avrebbero potuto risultare discutibili e dannose, ma in questo momento non si delineano molte alternative possibili /<br />
chi avesse idee o suggerimenti può farsi vivo</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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