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un patronato calmo e la scrittura che si (re)stringe e si stinge come una stoffa accidia e rimozione – che strano insanabile connubio … ho parlato per alcune ore, ieri, circa ipotesi di progetti collettivi le gallerie ormai sono anticamere di salotti privati regalare – bisogna mettere le idee a disposizione di altri, rovesciarle in
c’è molto verde in questo post conversazioni e momenti – montagne e giardini (anche uffici) fialmente il caldo riverbera nelle cose – le scioglie c’è anche un modo di guardare ai ricordi che consegue a un modo diverso di vivere l’estate così il passato diventa remoto – come certi libri di grammatica, antichi le parole
alcuni impegni per le prossime settimane il futuro va costruito ma non sono molto brava in questo gioco annullare una vacanza per potersi comperare una nuova macchina digitale scacchiera di memorandum – memorandum a scacchiera adesso mi posso alzare con calma, quando il sole invade il perimetro del letto… giugno è quasi finito / niente
a scuola continuano gli esami / interminabili giornate compilando scartoffie pranzi frugali con alcuni colleghi e la moleskine sempre aperta accanto ai registri alcuni dettagli velano la malinconia di fine anno la bandiera americana l’ha portata uno bravo mentre io ho riempito una pagina con tanti pupazzetti colorati e stamattina una collega è arrivata con
non ho mai dovuto occuparmi del lato scomodo delle cose c’è sempre stato qualcuno che provvedeva, e che oltretutto mi tirava fuori dai guai non so perchè oggi scrivo questo, ma in fondo anche in occidente per lungo tempo è stato così forse a molti non piace l’immigrazione perchè ha rivelato definitivamente il lato più