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	<title>POP LIFE BLOG &#187; appunti</title>
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		<title>scuola / vita / mondo</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2020 10:01:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tracciamenti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[06 03 20 1007 osservare il mondo da un oblò (cit) la parola di queste giornate vuote è saturazione un ossimoro evidente mi adeguo faticosamente al vuoto delle grandi stanze, al silenzio assordante che sale dalla strada nella domenica pomeriggio, alla mancanza di vita mondana; le ore sono lente e vacue, la televisione quasi sempre]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>06<br />
03<br />
20<br />
1007<br />
osservare il mondo da un oblò (cit)</p>
<p>la parola di queste giornate vuote è <u>saturazione</u></p>
<p>un ossimoro evidente<br />
mi adeguo faticosamente al vuoto delle grandi stanze, al silenzio assordante che sale dalla strada nella domenica pomeriggio, alla mancanza di vita mondana; le ore sono lente e vacue, la televisione quasi sempre spenta (che in realtà è un computer, ma ugualmente spento).<br />
mentre tento un disperato equilibrio mentale, attraverso attività che implichino una costruzione lenta, ariosa, mai forzata ma basata su una personale forma di disciplina (nessun addominale, ma un&#8217;ora di sole alla finestra ogni giorno, e pasti regolari, l&#8217;impostazione di minimi progetti, disegni, e parole scritte), mentre provo a rimanere in equilibrio sul mio filo, sognando un terrazzo ed un&#8217;amaca, un giardino, un vicinato cordiale e un amore che compaia all&#8217;orizzonte, mentre leggo le pagine di libri collezionati amorevolmente negli anni come un tesoro senza scadenza che non sia quella biologica di chi legge&#8230;<br />
mentre tutto in me è proiezione minuziosa verso la sopravvivenza interiore, dall&#8217;esterno piovono fastidiose e pericolose sopraffazioni.<br />
ieri sera pensavo che esiste un parallelo abbastanza significativo fra le rumorose prosopopee che proliferano sui social, fra il marasma di inadeguate e del tutto opinabili invettive e di vignette umoristiche che difficilmente mi fanno sorridere, esiste un parallelo tra questo flusso ingombrante e spesso arrogante di post pieni di sicumera, e quello che accade a scuola, nei gruppi classe di insegnanti del tutto impreparati alla comunicazione immateriale.<br />
ho abbandonato i nove gruppi whatsapp delle mie altrettante classi, dove i docenti vomitavano messaggi quasi sempre inutili e ridondanti fino a notte inoltrata sette giorni su sette, ho contemplato sbigottita la frenesia di fare a tutti i costi, di essere iperattivi, di mostrare al dirigente quanto si è bravi e volonterosi, senza che mai emergesse la percezione di quanto poco salutare sia un simile ritmo di lavoro e l&#8217;atteggiamento che sottende.<br />
ho ridotto al minimo le telefonate, con la regola che no, non si parla di covid ma di tutte le altre cose che continuano ad essere importanti, che in questo momento il senso della misura è più che mai necessario, e che sarà fondamentale nei prossimi mesi, non tanto per educare questi insegnanti scalmanati all&#8217;uso di piattaforme tecnologiche, quanto per renderli sensibili alle differenze che sussistono tra la comunicazione analogica e quella immateriale, alle diverse risposte neuronali che conseguono a questi approcci, alla necessità di lavorare conservando la propria salute mentale.<br />
all&#8217;inizio dell&#8217;emergenza ho dato il mio numero di cellulare a tutti gli studenti delle terze, formando gruppi whatsapp di tecnologia per poter comunicare con loro più agevolmente, e sinora questi ragazzi che tutti definiamo analfabeti funzionali hanno dimostrato un&#8217;educazione e una capacità di gestire la comunicazione a distanza assai superiore a coloro che dovrebbero educarli e trasmettere sapienza. qualcosa vorrà pur dire?<br />
e ho smesso di leggere chi ha opinioni su tutto, chi in questi giorni non fa che commentare le decisioni e gli eventi, incessantemente, ma senza di fatto essere in possesso di elementi chiari per poterlo fare. non voglio sentirmi satura, voglio pensare che nelle prossime settimane riuscirò a trovare la pace necessaria a sostenere la pazienza, senza innecessari e deleteri rumori di fondo. il dolore è già tanto anche così, e mai come adesso avverto l&#8217;importanza di raccontare il buono che abbiamo, il buono che facciamo e che abbiamo fatto.<br />
oggi su radio3 parleranno di bellezza tutto il giorno, è l&#8217;anniversario della morte di Raffaello Sanzio. personalmente non credo più molto all&#8217;idea di una bellezza salvifica, ma penso che tutti abbiano diritto a una maggiore qualità della vita. ecco, credo che da qui dovremmo partire, essere gentili, essere generosi, essere attenti a quanto possono essere disturbanti i nostri comportamenti. mettere in comune il tanto che abbiamo.<br />
spero di essere una buona amica in queste settimane, anche da lontano, provo ad esserlo, provo a essere un&#8217;insegnante migliore, sorrido ai miei ragazzi anche quando sorridere è molto difficile.<br />
e qui mi fermo e vado a far lezione, oggi in prima si impara a disegnare un ottagono regolare, o ci si prova.<br />
cambio finestra sul portatile et voilà.</p>
<p>ph: andre kertesz / Broken Window / 1929</p>
<p><img src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2020/04/10140.jpg" alt="10140" width="2400" height="2046" class="alignnone size-full wp-image-22149" /></p>
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		<title>offensive / trans-parenti</title>
		<link>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2015/05/07/offensive-trans-parenti/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2015 18:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tracciamenti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[appunti]]></category>
		<category><![CDATA[diario]]></category>
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		<category><![CDATA[culture]]></category>
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		<category><![CDATA[wu ming]]></category>
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		<description><![CDATA[0 Non c&#8217;è nessun «dopoguerra». Gli stolti chiamavano «pace» il semplice allontanarsi del fronte. Gli stolti difendevano la pace sostenendo il braccio armato del denaro. Oltre la prima duna gli scontri proseguivano. Zanne di animali chimerici affondate nelle carni, il Cielo pieno d&#8217;acciaio e fumi, intere culture estirpate dalla Terra. Gli stolti combattevano i nemici]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.flickr.com/photos/tracciamenti07/6940457586/in/album-72157629290647143/" target="_blank"><img class="alignnone" src="https://farm6.staticflickr.com/5276/6940457586_a8dbcb7443_z.jpg" alt="" width="562" height="224" /></a></p>
<h6 style="padding-left: 30px;">0<br />
<em>Non c&#8217;è nessun «dopoguerra».</em><br />
<em> Gli stolti chiamavano «pace» il semplice allontanarsi del fronte.</em><br />
<em> Gli stolti difendevano la pace sostenendo il braccio armato del denaro.</em><br />
<em> Oltre la prima duna gli scontri proseguivano. Zanne di animali chimerici affondate nelle carni, il Cielo pieno d&#8217;acciaio e fumi, intere culture estirpate dalla Terra.</em><br />
<em> Gli stolti combattevano i nemici di oggi foraggiando quelli di domani.</em><br />
<em> Gli stolti gonfiavano il petto, parlavano di «libertà», «democrazia», «qui da noi», mangiando i frutti di razzie e saccheggi.</em><br />
<em> Difendevano la civiltà da ombre cinesi di dinosauri.</em><br />
<em> Difendevano il pianeta da simulacri di asteroidi.</em><br />
<em> Difendevano l&#8217;ombra cinese di una civiltà.</em><br />
<em> Difendevano un simulacro di pianeta</em>.<br />
WU MING</h6>
<p style="text-align: justify;">1<br />
<strong>young people (ˈjanɡ &#8216;pi:pl)</strong> = <em>anodinía</em> e capacità di accomodarsi senza rimpianti negli spazi dell&#8217;immutabilità / musiche impeccabili e irrilevanti, che nulla aggiungono e nulla tolgono, regalano momenti piacevoli conlusi in sé stessi e privi di qualsiasi forma di interrogazione o fermentazione / la tentazione è quella di ricorrere all’attributo di frigidità<span style="color: #ffffff;">.</span><br />
dunque non più frammento e modulazione personale, giammai dissonanza, piuttosto citazione continua e perfettamente mascherata, amalgama impersonale e pressochè imperscrutabile di elementi del passato che procura un prodotto opaco, indistinguibile dall’ex novo e privo di evidenti chiavi di lettura storiche / non autentica originalità ma personalità in provetta, opera postmoderna nonostante il tempo trascorso, dove però la giustapposizione ha ceduto il posto all’amalgama degli elementi / morte della trasparenza &#8211; latitanza dello stile</p>
<p style="text-align: justify;">2<br />
un siffatto processo di dissoluzione e rimescolamento può &#8211; per alcuni e in certi casi &#8211; costituire presupposto di modernità e rappresentare un tratto evolutivo, di costruzione?</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><em>…spezzare tutti i falsi legami gerarchici tra le cose e le idee, distruggere tutti gli strati ideali divisori tra di loro. È necessario liberare tutte le cose, permettere loro di entrare in libere unioni, proprie della loro natura, per quanto bizzarre queste unioni sembrino dal punto di vista dei legami tradizionali consueti. È necessario dare alle cose la possibilità di stare in contatto nella loro viva corporeità e nella loro varietà qualitativa. È necessario creare tra le cose e le idee nuovi vicinati che rispondano alla loro effettiva natura, porre accanto e unire ciò che è stato fallacemente diviso e allontanato e disgiungere ciò che è stato fallacemente avvicinato.</em><br />
M. Bachtin (cit. in <em>new italian epic</em> &#8211; WU MING)</p>
<p style="text-align: justify;">3<br />
conseguenze di un quarantennio di messaggi inneggianti a una concezione sospesa, edonista e indifferente del mondo (costruzione programmatica di un sistema basato sul commercio della superficie), che non conosce un prima (o più probabilmente ne disconosce la sostanza, salvandone la forma e gli stilemi) e conserva l’adesso quale proiezione confortante di un dopo che non si arruga e non arrugginisce / tale ambito sospeso é luogo ideale dell&#8217;inneffabile sofisticato e mai gratuito cui spesso aspirano anche i migliori giovani occidentali, quelli più istruiti e affinati / la loro capacità di individuare lo stato di equilibrio ottimale é sorprendente: sono saggi &#8211; e ottusi, non si addentrano nei territori dell&#8217;incerto e i loro dubbi agglutinati-disciplinati orbitano saldi abbracciando la sfera del pragma / del resto, domande sensatamente concrete pretendono risposte puntuali e circostanziate</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">4<br />
<em>piu distintamente, ma non meno fondamentalmente di ogni merce, la Jeune-Fille costituisce un dispositivo di neutralizzazione offensiva.</em><br />
<em> …</em><br />
<em>prendete la vita dal lato giusto, visto che la storia va nel senso sbagliato.</em><br />
&#8230;<br />
<em>sin dall’origine, l’assoluto dei rapporti è stato pervertito e, in una società mercantile, vi è certamente commercio tra gli esseri ma non vi è mai una ‘comunità autentica’, mai una conoscenza che sia di più di uno scambio di ‘buone maniere’, anche se portate all’estremo del concepibile</em><br />
TIQQUN</p>
]]></content:encoded>
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		<title>f r a n e</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2014 16:44:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tracciamenti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[In altre parole lo stato può pretendere ubbidienza e rispetto delle leggi solo se si mostra in grado di garantire l’incolumità dei suoi membri. E, in primo luogo, l’integrità fisica e l’inviolabilità del corpo. Ancor più quando quel corpo si trova in stato di reclusione e privato della libertà. link non so descrivere chiaramente il]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<table width="550">
<tbody>
<tr>
<td>
<p style="text-align: justify; padding-left: 90px;"><span style="color: #8f0606;"><em>In altre parole lo stato può pretendere ubbidienza e rispetto delle leggi solo se si mostra in grado di garantire l’incolumità dei suoi membri. E, in primo luogo, l’integrità fisica e l’inviolabilità del corpo. Ancor più quando quel corpo si trova in stato di reclusione e privato della libertà</em>.</span> <a title="il dolore del mondo" href="http://www.internazionale.it/opinione/luigi-manconi/2014/11/01/il-dolore-del-mondo" target="_blank">link</a></p>
<table width="400" align="right">
<tbody>
<tr>
<td><object width="451" height="254"><param name="movie" value="//www.youtube.com/v/52jSgr7BzIc?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0&amp;controls=0&amp;showinfo=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="//www.youtube.com/v/52jSgr7BzIc?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0&amp;controls=0&amp;showinfo=0" type="application/x-shockwave-flash" width="451" height="254" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object><object width="451" height="253"><param name="movie" value="//www.youtube.com/v/WFofWOWZsXU?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0&amp;controls=0&amp;showinfo=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="//www.youtube.com/v/WFofWOWZsXU?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0&amp;controls=0&amp;showinfo=0" type="application/x-shockwave-flash" width="451" height="253" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;">non so descrivere chiaramente il mio stato d&#8217;animo per ciò che è accaduto e continua ad accadere in italia durante gli ultimi anni, ma mi sento di paragonarlo ad una serie di frane / se qualcosa di tremendo e deludente lacera l&#8217;idea che questo sia un paese civile provo a ricucire la ferita, provo a dirmi che mi sto sbagliando, che lo Stato possiede ancora l&#8217;autorità e la forza, che rappresenta tuttora una guida e un esempio per i suoi cittadini / ma ogni volta ogni volta ancora ogni volta mi trovo a sbattere contro una realtà che contraddice la fiducia e le speranze, che sono le mie e quelle di tanti tantissimi italiani (persone normali &#8211; individui &#8211; cittadini onesti) che si sforzano di pensare e di capire e che provano a mettere insieme i cocci di qualcosa che non ha più nemmeno una forma e che non ha radici ferme su cui far leva /</p>
<p style="text-align: justify;">penso con dolore al dito medio alzato dagli imputati al processo di primo grado per la morte di stefano cucchi, segno premonitore dell&#8217;atroce sentenza di pochi giorni fa che vede tutti assolti i responsabili, penso alla caserma bolzaneto e alla scuola diaz, ad altri responsabili usciti indenni e praticamente immacolati dall&#8217;ennesimo processo dall&#8217;esito inappropriato e blando, penso a schettino che sale in cattedra all&#8217;università per raccontare agli astanti chissà quale retorica ipocrita menzogna / e mi sembra di riconoscere affinità che mai avrei pensato possibili con scenari remoti, con regimi inqualificabili, mi sembra di intravvedere gli stessi oscuri tumori che in passato hanno devastato paesi e risorse in nome di un potere malato / continuo a tacere provando a ridimensionare sistematicamente i fatti (impresa titanica), tento di mettere insieme rocambolesche giustificazioni o scusanti che mai stanno in piedi, ma sempre più spesso finisco per domandarmi com&#8217;è che stiamo ancora tutti al nostro posto, come mai permettiamo a un manipolo farsesco e ipocrita che nessuno ha realmente eletto di tenere le fila di un paese sfoderando tutta la sua indifferenza mentre intorno succedono cose talmente terribili? / mi pare talmente assurdo che tutto proceda come sempre e che certe questioni vengano sistematicamente affossate e dimenticate nel giro di giorni, come se non fosse accaduto nulla di tragicamente sbagliato, nulla di deprecabile / eppure certe cose non dovrebbero succedere in un paese civile, non ci sarebbe bisogno di arrivare al processo, le istituzioni dovrebbero essere vive e presenti in modo da prevenire simili abusi ed orrori / invece, non solo non si prevengono, ma nella gran parte questi crimini di stato rimangono impuniti! che a scriverlo nero su bianco fa ancora più impressione</p>
<p style="text-align: justify;">il nostro è un paese che non conserva più le proprie cicatrici, e che di questa rapida e omertosa rigenerazione del tessuto pubblico ha fatto lo stumento principale di maquillage per produrre un risanamento di superficie lesto e indolore / parrebbe che l&#8217;abilità principale sia quella di levigare la storia di tutte le sue rughe recenti (ed anche di altre più antiche), delle ombre e delle ferite, restituendo l&#8217;immagine di un luogo neutro e ineffabile, insignificante, artificiale; un luogo in cui è decaduto il dialogo col centro del potere (contrariamente a quanto vogliono far pensare certi usi demagogici dei mezzi di comunicazione) e in cui molti probabilmente si sono abituati a rapportarsi con gli eventi della cronaca allo stesso modo in cui si rapportano a un evento televisivo / ed in effetti, da tantissimi cittadini viene evaso qualsiasi atto critico fondato nei confronti della realtà, di cui peraltro sono proposti e valorizzati gli aspetti sensazionali per il tempo necessario alla fioritura mediatica / ecco perchè mi sembra che questo sia ormai un paese privo di forma, plastificato, plasmato, retoricizzato, rappezzato esternamente lasciando che sotto la superficie tutto si sgretoli nella più totale indifferenza, generando un grande vuoto / non si tratta di scegliere uno stendardo, un partito, una faccia, ma di ricostituire l&#8217;identità e la presenza dello Stato, questione che va ben oltre lo schema partitico e gli stemmi / la spersonalizzazione parte proprio dalle stesse istituzioni, prime responsabili di tale processo di occultamento della storia, che si smaterializzano di fronte alla realtà dei fatti lasciando i cittadini in balìa degli eventi, privi di riferimenti e a quanto pare privi di qualsiasi tutela /<br />
questo mentre il presidente del consiglio organizza meeting leopoldiani e pasteggia da eataly con le sue truppe / agghiaccianti contrasti tra chi è al potere e chi muore a causa del potere</p>
]]></content:encoded>
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		<title>vorrei 5 abbado, 3 berio e 2 morricone da piantare in giardino &gt; me li incarti, grazie</title>
		<link>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2014/02/01/vorrei-5-abbado-3-berio-e-2-morricone-da-piantare-in-giardino-me-li-incarti-grazie/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Feb 2014 17:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tracciamenti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[su rai5 va in onda settimanalmente petruška, una trasmissione dedicata alla musica nella puntata di oggi intitolata “il terzo suono” il conduttore dall’ongaro racconta come nel corso dei secoli l’uomo abbia imparato a ricavare suoni inediti da strumenti che rimangono sostanzialmente immutati: il violino, il flauto, il pianoforte, arrivando fino alla valorizzazione estrema delle pause]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">su rai5 va in onda settimanalmente <em>petruška</em>, una trasmissione dedicata alla musica<br />
nella puntata di oggi intitolata “<em>il terzo suono</em>” il conduttore dall’ongaro racconta come nel corso dei secoli l’uomo abbia imparato a ricavare suoni inediti da strumenti che rimangono sostanzialmente immutati: il violino, il flauto, il pianoforte, arrivando fino alla valorizzazione estrema delle pause e del silenzio, ciascuno strumento a disposizione rivela una timbrica molto estesa e permette combinazioni quasi illimitate di suoni e di trattamenti per ottenere una scrittura aderente alle esigenze estetico-musicali di epoche diverse<br />
questa capacità di svecchiarsi (o piuttosto di non invecchiare) posseduta dagli strumenti (ma ancor prima il ruolo cruciale degli artisti che sono in grado di rivelarne la perenne giovinezza) mi porta a considerare con una certa amarezza il punto attuale: nel documentario infatti emerge con forza il ruolo importante che ebbe il contributo italiano alla crescita della musica internazionale e della ricerca. nomi come berio, gazzelloni, nono, ensemble nuova consonanza di cui fece parte morricone tra gli altri, salvatore sciarrino (ultimo tra i sopravvissuti, ma forse aggiungerei anche boccadoro e il suo ensemble) oggi dovrebbero contendersi il primato con evanescenze quali einaudi, il retorico vacchi o persino allevi? la morte di claudio abbado pone ancor più tragicamente l’accento su un panorama costellato di molte ottime voci ma sguarnito di reali emergenze e di talenti che sollevino in alto la musica e la cultura italiane<br />
la trasmissione si chiude con un video ormai celebre degli anni 60 in cui mina e gazzelloni in prima serata sulla rai interpretano una breve fuga di bach, e mi chiedo quanto di trasmesso oggi (non necessariamente in prima serata) possa eguagliare una tale leggera bellezza e quale personalità si possa confrontare con una simile triade di talenti che andavano disinvoltamente in onda su un canale generalista e popolare come raiuno</p>
<p><object width="562" height="422" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/rjn1JHlSoe0?hl=it_IT&amp;version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="562" height="422" type="application/x-shockwave-flash" src="//www.youtube.com/v/rjn1JHlSoe0?hl=it_IT&amp;version=3" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p style="text-align: justify;">pare che lasciamo sempre più spazio al rumore indiscriminato (e per rumore intendo l’inconsistenza commerciale e scialba di produzioni prive di spessore, tutte uguali e analogamente fastidiose, sparate ad alto volume perché in fondo il volume è l’unico elemento a fare la differenza, in grado di far vibrare qualcosa nel nostro organismo ottundendo ancor di più la ragione se ne è rimasta)<span id="more-19723"></span><br />
e pare che ci accontentiamo, sempre più spesso, abituandoci all’ordinarietà che ci circonda, proprio come si abitua l’organismo ai veleni assumendoli prima in piccole dosi e poi via via in quantità sempre più consistenti<br />
per sopravvivere, anzi riuscendo perfino ad esserne apparentemente entusiasti in molti casi<br />
ma si può parlare di autentico entusiasmo quando manca la cultura e soprattutto quando manca la percezione della qualità?<br />
queste considerazioni purtroppo valgono anche per altre discipline e non solo per la musica<br />
ieri per esempio guardando il lavoro dei fratelli castiglioni riproposto in una interessante trasmissione sulla storia del design che va in onda su <em>laeffe</em> (perché i nostri ragazzi non guardano queste trasmissioni? perché non gliele facciamo scoprire? io le suggerisco ai genitori ma i miei consigli rimangono sistematicamente inascoltati) e considerando le nuove produzioni di quelli che sarebbero gli eredi degli imprenditori illuminati di qualche decennio addietro ho provato un sincero fastidio, in parte per la prosaicità dei nuovi segni, miseramente banali e non elegantemente semplici come ci vorrebbero far credere che siano, in parte per la piattezza di materiali che si assomigliano tutti quanti tra loro, dove le plastiche fanno da padrone ed i colori accesi sembrano in grado di risolvere ogni tenzone estetica, come se ciò che è vivacemente colorato (non ne posso più di verde pisello e rosa fucsia!) fosse gradevole per definizione, senza ulteriori indagini sulla forma, sul tatto, sulla complessità del significato intrinseco a un oggetto e su come tale oggetto svolge la sua funzione (in questo probabilmente ikea ha una buona dose di colpa perché molto del colorato vi si trova a buon prezzo e svecchia superficialmente le nostre case senza troppe pretese, ma non è l&#8217;unica).<br />
ci chiediamo ancora “perché”, quando guardiamo le cose?<br />
ci chiediamo mai all’atto dell’acquisto quale sia la ragione della loro forma e se ci piace davvero tenerle in mano, addosso o dentro le nostre abitazioni, oppure le nostre scelte sono regolate da una compulsione all’assomigliamento, all’appartenenza a uno stesso modo di essere universale e spersonalizzante?<br />
soprattutto, mi verrebbe da aggiungere, ci chiediamo mai se ne abbiamo davvero bisogno e se quegli oggetti e gadget rientrano tra le nostre autentiche priorità?<br />
continuo a pensare che l’abito decoroso di un uomo del dopoguerra era più elegante dell’abito decoroso di un uomo attuale, e che le canzoni commerciali italiane degli anni 60 non abbiano trovato tante degne rivali nei decenni successivi (fatta eccezione per pochi capolavori, ma forse battisti non se lo ricorda quasi più nessuno, sommerso e travolto da un marasma di canzonette inascoltabili)<br />
e sono fermamente convinta che una delle prerogative mancanti dei prodotti di cui tappezziamo le nostre vite sia quella di entrare in sintonia con il proprio tempo e con il tempo più in generale attraverso la propria struttura, perché il processo industriale recente e l’avvento dei materiali plastici termofusi hanno in qualche modo bloccato la leggibilità del corpo dell’oggetto, rendendolo uniforme ed opaco, facendone un unicum inscindibile di struttura e superficie, dove un utente poco preparato non trova elementi di coivolgimento razionale e probabilmente nemmeno emotivo o tattile</p>
<div id="attachment_19733" style="width: 572px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-19733" title="miss sissi philippe starck flos" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2014/02/miss-sissi-philippe-stark-flos.jpg" alt="" width="562" height="562" /><p class="wp-caption-text">miss sissi - philippe starck - flos 1991</p></div>
<p style="text-align: justify;">quello che agli esordi pareva una meravigliosa opportunità sta diventando nauseante, inevitabile quando non si conserva il valore della misura e quando si dimentica che sono gli oggetti ad esistere per l’uomo e non viceversa!<br />
si tratta quasi sempre di oggetti che non si possono aggiustare una volta rotti, che si danneggiano malamente e non consentono rattoppi o adattamenti; sono soprattutto prodotti di cui rimane pressochè sconosciuta la natura del contenuto, quali sostanze ne abbiano conformato la consistenza e quale processo chimico o meccanico abbia garantito la loro forma: insomma, sono oggetti che ci tengono al di fuori e che il mercato continua a promuovere per una mera questione di convenienza sua e non per utilità nostra, e immagino tantomeno del pianeta<br />
e se con il passare del tempo siamo diventati più razzisti e incapaci di gestire le differenze di etnia e cultura, non ci accorgiamo di aver riempito le nostre case di estranei e stranieri inanimati che tolleriamo senza batter ciglio, perché la gran parte delle suppellettili e dei mobili incarnano un’estetica che non è parte del nostro mondo e che corrisponde solo debolmente al nostro modo di vivere, oggetti con cui la relazione diventa più distratta, meno radicata, e soprattutto inconsapevole<br />
andando a considerare le varie discipline pare che la ricerca si sia mossa quasi solo nella direzione imposta dal mercato, e del resto sappiamo che se tanta plastica abbiamo usato, almeno altrettanta ne dovremo smaltire e riciclare per evitare il collasso dell’ecosistema<br />
che sia il fai-da-tè l’unica soluzione rimasta per abbattere l’arroganza estetica e recuperare un po’ di poesia, andando finalmente a riconsiderare e riutilizzare quanto esisteva prima, i vecchi mobili lasciati in cantina o in garage, o provando a scovare qualche reperto presso i robivecchi di quartiere e nelle parrocchie?<br />
vecchio o nuovo che sia, credo che il primo passo riguardi la ricerca della qualità perduta, una qualità che sovrasti la forma e che venga finalmente considerata un diritto; questa è primariamente una sfida culturale (e dunque politica) perché per poterla pretendere, la qualità dobbiamo prima ri-conoscerla</p>
<div id="attachment_19742" style="width: 572px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-19742" title="Mezzadro_AchilleCastiglioni" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2014/02/Mezzadro_AchilleCastiglioni.jpg" alt="" width="562" height="562" /><p class="wp-caption-text">mezzadro - achille castiglioni - zanotta - 1954</p></div>
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		<title>saperi /sapori</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 08:45:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[RIFLESSIONE A glass scrive musica che piace soprattutto alle donne, piuttosto leziosa e accondiscendente ascolto glassheart di maria bachmann – ideale per quel genere di signora che si ritiene musicalmente preparata e sensibile, con gusti che in realtà si orientano verso la retorica e il dilettantismo tipici per esempio di certe mostre finto artistiche di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">RIFLESSIONE A</span><br />
glass scrive musica che piace soprattutto alle donne, piuttosto leziosa e accondiscendente<br />
ascolto <em>glassheart</em> di maria bachmann – ideale per quel genere di signora che si ritiene musicalmente preparata e sensibile, con gusti che in realtà si orientano verso la retorica e il dilettantismo tipici per esempio di certe mostre finto artistiche di provincia – per me è un disco da anticamera o da spa (che trova il suo meglio nell’esecuzione di schubert)</p>
<p style="text-align: justify;">questa attitudine quasi materna nell’accondiscendere esteticamente senza approfondire propria di tante donne è demoralizzante, per quanto sia consapevole che il gusto comune si attesti su livelli esasperanti di mediocrità indipendentemente dal genere<br />
come scrivevo su fb, scarpe e scelte musicali sono discreti indicatori di fragilità estetica (a volte basta un dettaglio a raccontarci una data realtà &#8211; mi tornano in mente un passaggio di fernanda pivano in cui descrive le povere scarpe di plastica da emporio operaio di jack kerouac e di conseguenza il racconto dai <em>vagabondi del dahrma</em> in cui lo scrittore scala una montagna in compagnia della sua guida spirituale indossando fragili calzature di tela inadeguate all&#8217;impresa)</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-15897"></span><span style="text-decoration: underline;">RIFLESSIONE B</span><br />
ancora scuola e cucina<br />
tutti gli anni con le supplenze realizzo come la scuola vada a minare gravemente la mia autostima: ogni giornata didattica procura un senso di incompetenza, inadeguatezza e sproporzione che mi fa sentire molto a disagio<br />
la cucina al contrario esplica una funzione terapeutica, mette in luce la mia capacità di fare ed interpretare, di crescere, di realizzare – evidenzia il miglioramento e stimola i pensieri positivi<br />
il suo fine ultimo sarebbe la condivisione conviviale ma non potendo ancora o più contare su questo aspetto per ragioni note mi accontento di beneficiare dei suoi aspetti positivi più strettamente legati alla preparazione del cibo</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 90px;"><span>organizzare ore di lettura in cui bere il tè e condividere il cibo preparato? <em>a reading tea room with a window </em> -</span> <span style="color: #888888;">la questione è sempre quella di trovare interlocutori compatibili e sopportabili (mi viene in mente L. conosciuta al mercatino dell’usato, colorata e solare)</span></p>
<table width="600">
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignleft size-full wp-image-15915" title="1012-021" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2012/10/1012-021.jpg" alt="" width="600" height="402" /><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-15913" style="margin-top: 1px; margin-bottom: 1px;" title="1012-019" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2012/10/1012-019.jpg" alt="" width="600" height="402" /><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-15926" title="1012-022" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2012/10/1012-022.jpg" alt="" width="600" height="448" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>catturare il paesaggio &#8211; la misura &#8211; la variazione della fine</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Sep 2012 11:16:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[venue &#8211; the grid and the sign the draughtsman&#8217;s contract melancholia &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<ol>
<li><span><a style="text-decoration: underline; color: #000000;" title="venue" href="http://v-e-n-u-e.com" target="_blank"><span style="color: #000000; text-decoration: underline;">venue</span></a></span> &#8211; the grid and the sign</li>
<li>the draughtsman&#8217;s contract</li>
<li>melancholia</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 5px;" title="the grid and the sign" src="http://payload64.cargocollective.com/1/7/236146/3596534/GridNearFossilFalls.jpg" alt="" width="550" height="550" /><br />
<span id="more-15509"></span><img class="alignleft size-full wp-image-15510" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 5px;" title="venue" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2012/09/venue.jpg" alt="" width="550" height="550" /><br />
<object width="550" height="413" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/jshPPVOJDb8?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="550" height="413" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/jshPPVOJDb8?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><br />
<object width="550" height="309" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/fO3VwlGA7sI?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="550" height="309" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/fO3VwlGA7sI?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>past and present tense (closer)</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jul 2012 17:20:25 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[paul bley]]></category>
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		<description><![CDATA[sto riesumando vecchi lavori – non perché mi trovi in una condizione di empasse, mi dispiace piuttosto abbandonare nella polvere frammenti di energia, esercizi di immaginazione in cui ho sversato particulae di me medesima, di altre me medesime che poi sono cambiate o andate oppure uccise per mano di qualcuno o semplicemente soffocate dalle nuove]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 60px; text-align: justify;">sto riesumando vecchi lavori – non perché mi trovi in una condizione di empasse, mi dispiace piuttosto abbandonare nella polvere frammenti di energia, esercizi di immaginazione in cui ho sversato particulae di me medesima, di altre me medesime che poi sono cambiate o andate oppure uccise per mano di qualcuno o semplicemente soffocate dalle nuove tensioni e dalle successive partiture</p>
<p style="padding-left: 60px; text-align: justify;">così recupero, con il piacere intimo ma poi condivisibile che si prova a sfogliare vecchie foto in cui ci si rivede e si pensa come stavo bene con quel taglio di capelli oppure che buffo quel vestito e qui ero con un compagno di scuola chissà dove è finito – allo stesso modo o simile si pensano con un particolare stupore retroattivo aspetti riscoperti di un disegno di un segno di un colore o di piccoli frammenti cartacei appiccicati a guisa di collage su un foglio che prima era bianco</p>
<p style="padding-left: 60px; text-align: justify;">forse non bisognerebbe tornare indietro, perdere il tempo su ciò che è già vissuto, ma ci si affeziona come a un cuscino od a una camicetta, od anche alle nostre figure decesse o irrimediabilmente cangiate<br />
sono trine vitali spettri &#8211; fumetti del ricordo<br />
diventano cartoline</p>
<p style="padding-left: 60px; text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="padding-left: 60px; text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-15072" title="0712-0016" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2012/07/0712-0016.jpg" alt="" width="600" height="402" /></p>
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