<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>POP LIFE BLOG &#187; attiva / mente</title>
	<atom:link href="https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/category/attiva-mente/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.tracciamenti.net/blog</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2020 13:13:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.38</generator>
	<item>
		<title>la città senz/amido</title>
		<link>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2012/10/18/la-citta-senzamido/</link>
		<comments>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2012/10/18/la-citta-senzamido/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Oct 2012 16:24:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tracciamenti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[attiva / mente]]></category>
		<category><![CDATA[polis]]></category>
		<category><![CDATA[amarga]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tracciamenti.net/blog/?p=15842</guid>
		<description><![CDATA[pare che in questa città e in questa parte d’italia niente solidifichi, come un budino che non addensa e rimane liquido e sciolto anche dopo che l’hai versato nello stampo e messo in frigo due giorni fa, in occasione dell’ultimo sciopero, non è stato organizzato alcun corteo, il sindacato manifestava altrove e l’ennesima occasione di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; padding-left: 90px;">pare che in questa città e in questa parte d’italia niente solidifichi, come un budino che non addensa e rimane liquido e sciolto anche dopo che l’hai versato nello stampo e messo in frigo</p>
<p style="text-align: justify;">due giorni fa, in occasione dell’ultimo sciopero, non è stato organizzato alcun corteo, il sindacato manifestava altrove e l’ennesima occasione di sensibilizzazione e di scambio a udine è andata sprecata (il che rende ancor più inutile e obsoleto lo strumento prescelto, gravando inutilmente sulle tasche dei lavoratori)<br />
non esiste continuità, non c’è un ritmo comune che coinvolga gli insegnanti o le persone che vogliono impegnarsi a cambiare la situazione – l’esperienza fallimentare di <em>nessun dorma</em> è uno degli esempi possibili ma ricorrendo alla vita privata e georeferenziando le mie personali conclusioni è evidente che le persone (almeno quelle adulte) si orientano nella maggioranza dei casi verso rapporti più convenzionali e comodi – ti contattano spesso per bisogno o per circostanza dileguandosi poi velocemente quando la necessità o la contingenza decadono – allora tornano velocemente ai figli e alla famiglia, ai vecchi amici, allo shopping, all’uncinetto o forse alla cucina, proprio come capita a me</p>
<p style="text-align: justify;">cucinare – per rifugiarsi in un limbo lenitivo tiepido e profumato in cui diluire l’amarezza – affondare le domande nello zenzero, profumare di curry le proprie ansie, marinare fino a cottura gli stati d’animo più intensi e congelare l’istinto di scendere in strada – questa vita solitaria aromatizzata con le erbe dell’orto è un tentativo di sopravvivere silenziosamente alle conseguenze di un lavoro triste e avaro di soddisfazioni, nella condizione di chi percepisce impotente il progressivo peggioramento dei beni più importanti, la loro caduta sotto l’effetto di uno dei tanti governi indifferenti ed apparentemente efficientisti<span id="more-15842"></span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 90px;">ma i nostri beni comuni cadono soprattutto per effetto della nostra indifferenza, per la debole forza investita nel difenderli, per l’attenzione unicamente puntata sul proprio rendiconto individuale, per l’incapacità di essere coesi ed attivi e di mettere in gioco la propria persona</p>
<p style="text-align: justify;">la cucina trova il suo massimo quando è occasione per condividere<br />
un paio di stagioni indietro gli anarchici e i no-tav, in piazza per una giornata di <em>se non ora quando</em>, offrivano frittata e focacce: mi piacque molto quell’iniziativa del gruppo, era civile, sensata, costruttiva – e immagino un’occupazione organizzata, un territorio costellato di spazi riconquistati, ripensati, rivitalizzati – spazi dove la cultura passi anche attraverso svariate forme di piacere condiviso come ormai non accade da moltissimi anni* – spazi in cui si possa inventare, costruire, scambiare – e cucinare</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #888888;">*(a suo tempo fui tacciata di ludico berlusconismo per aver affermato che la lotta avrebbe dovuto passare anche attraverso la condivisione del piacere)</span></p>
<p style="text-align: justify;">intanto, la scuola ha perduto nel corso degli anni ogni accezione poetica, diventando culla dei divieti e della burocrazia, un ambito privo di mezzi e di spazi vivi – è cambiata invecchiando precocemente e contemporaneamente ingrigendo i ruoli di tutti coloro che se ne occupano<br />
ma le strade sono deserte e gli insoddisfatti latitano, e con tutto quello che succede siamo capaci solo di rimanere nelle nostre cucine, narcotizzati e protetti da nuvole di zucchero a velo e con le mani nella pasta frolla</p>
<p style="text-align: justify;">… se la cultura ha fame ci penserà qualcun altro</p>
<table width="600">
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignleft size-full wp-image-15883" style="margin-top: 1px; margin-bottom: 1px;" title="1012-017" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2012/10/1012-017.jpg" alt="" width="600" height="402" /><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-15884" title="1012-018" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2012/10/1012-018.jpg" alt="" width="600" height="402" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2012/10/18/la-citta-senzamido/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>no / tav</title>
		<link>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2012/03/16/no-tav/</link>
		<comments>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2012/03/16/no-tav/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 08:20:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tracciamenti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[attiva / mente]]></category>
		<category><![CDATA[polis]]></category>
		<category><![CDATA[attivismi]]></category>
		<category><![CDATA[no-tav]]></category>
		<category><![CDATA[utube]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tracciamenti.net/blog/?p=14012</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="600" height="335" src="http://www.youtube.com/embed/KVl3SJDXteI?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2012/03/16/no-tav/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>istruzione / istruzioni</title>
		<link>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2012/02/05/istruzione-istruzioni/</link>
		<comments>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2012/02/05/istruzione-istruzioni/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 17:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tracciamenti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[attiva / mente]]></category>
		<category><![CDATA[link]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[utube]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tracciamenti.net/blog/?p=13529</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><object width="600" height="365" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/SVeNeN4MoNU?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="600" height="365" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/SVeNeN4MoNU?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2012/02/05/istruzione-istruzioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>uscire dai salotti</title>
		<link>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2011/10/12/uscire-dai-salotti/</link>
		<comments>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2011/10/12/uscire-dai-salotti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 10:54:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tracciamenti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[attiva / mente]]></category>
		<category><![CDATA[lotta]]></category>
		<category><![CDATA[polis]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[valle-roma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tracciamenti.net/blog/?p=12182</guid>
		<description><![CDATA[. . ultimamente la testa va un po&#8217; dove vuole e nei giorni scorsi tentavo di capire come ci si potrebbe muovere politicamente (mi riferisco a una politica di lotta, non inerente ai partiti) in questa italia così malandata, anche alla luce dell&#8217;esperienza piuttosto avvilente della mobilitazione di settembre indetta dalla fiom-cgil / [ nel]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<table width="600">
<tbody>
<tr>
<td>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=5540" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-12196" title="1011-032-wuming1" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/1011-032-wuming-orange.gif" alt="" width="396" height="454" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
ultimamente la testa va un po&#8217; dove vuole e nei giorni scorsi tentavo di capire come ci si potrebbe muovere politicamente (mi riferisco a una politica di lotta, non inerente ai partiti) in questa italia così malandata, anche alla luce dell&#8217;esperienza piuttosto avvilente della mobilitazione di settembre indetta dalla fiom-cgil /</p>
<p style="padding-left: 90px; text-align: justify;"><span style="color: #696969;">[ nel frattempo &#8211; ancor più deprimente &#8211; si son susseguite due giornate di scioperi della scuola, disgiunti, venerdì i cobas, sabato la cgil: …ma dove è finito il limite oltre il quale i lavoratori perdono la pazienza e smettono di farsi prendere in giro dai sindacati?? ]</span></p>
<p style="text-align: justify;">come ho accennato in un articolo precedente, il progetto “<span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.abitare.it/it/events/fashion-revolution/" target="_blank"><span style="color: #ff6600;">inédite</span></a></span>” mi ha offerto lo spunto per alcune riflessioni sulla penosa situazione del nostro paese, considerazioni che forse non troveranno uno sbocco puntuale nella realtà ma che vorrei contribuissero a un’analisi disinibita degli strumenti di lotta e rivendicazione attualmente a disposizione dei cittadini – si tratta di aspetti a tratti marcatamente idealistici, ma non per questo secondari, che potrebbero a mio parere indicarci alcune direzioni plausibili /</p>
<p style="text-align: justify;">mi pare evidente che servono strumenti di lotta diversi, più radicali<br />
lo sciopero di una giornata probabilmente non è adatto a questi periodi di grave crisi del pensiero e della condivisione, ed una delle insidie principali è proprio la sua inefficacia, che va a demotivare progressivamente anche gli strati in precedenza più partecipativi che non ne percepiscono l’utilità concreta e vivono il disagio di rinunciare a un introito prezioso senza che tale contributo personale e finanziario vada a incidere abbastanza significativamente sulla realtà dei fatti / personalmente, al momento mi sento abbastanza presa in giro dai sindacati e dalle loro ridicole e inefficaci contrattazioni e per quanto segua da vicino gli orientamenti della cgil non mi trovo del tutto d’accordo nemmeno con le loro politiche recenti /</p>
<p style="text-align: justify;">al contrario, seguo dal suo inzio con entusiasmo e interesse <a href="http://www.teatrovalleoccupato.it/" target="_blank"><span style="color: #ff6600;">l&#8217;occupazione del teatro valle in roma</span></a>, che sta offrendo un esempio bellissimo di come si possa convertire un momento difficile in una preziosa esperienza collettiva di arricchimento, i cui valori di fatto prescindono dai risultati possibili, essendo in ogni caso costruttivi in termini di sensibilizzazione politica e culturale / qualunque sia o sarà il destino del teatro e dei suoi lavoratori, tutte le persone impegnate nell’occupazione avranno goduto durante questo periodo di una eccezionale occasione culturale, sociale e naturalmente politica e questo rende il progetto un investimento collettivo in sè stesso /</p>
<p style="text-align: justify;">immagino che una delle scelte possibili in questo momento in italia (se ne son visti numerosi focolai già l&#8217;anno scorso) sia quella di riprendersi ciò che ci appartiene &#8211; riappropriarsi degli spazi e dei beni pubblici significativamente coinvolti da politiche sbagliate &#8211; quegli spazi e quei beni che il malgoverno in atto da moltissimi anni sta convertendo e rovinando progressivamente per costituire una realtà a proprio uso e consumo, a discapito di un paese dove la qualità della vita e delle istituzioni (le due cose son strettamente legate) peggiora irrimediabilmente /<br />
per riagganciarmi a quanto scritto in merito al progetto “inédite”, c’è bisogno di creare una lotta permanente e non di scioperare qualche ora o scendere in piazza una giornata per poi tornare alla propria vita di sempre / c’è bisogno di ribadire fisicamente il diritto a godere dei beni pubblici, piantonandoli al fine di evitarne la morte e la dismissione in favore degli interessi di qualche imprenditore compiacente, al fine di rendere la protesta evidente e capace di far sentire davvero i suoi effetti sui centri di potere / c’è bisogno di occupare le case cresciute sotto l’egida della speculazione, di trovare nuovi spazi per la gente, per i poveri e per quelli esclusi e puniti da questa manovra / non si tratta di cose che dobbiamo pagare, ci sono le tasse per questo, i contributi che abbiamo già pagato e che tuttora paghiamo per uno stato che dovrebbe essere al nostro servizio e fare il bene dei cittadini preservando la salute e la cultura del paese /<br />
sappiamo quanto ciò sia lontano dalla realtà dei fatti</p>
<p style="text-align: justify;">si rende probabilmente necessaria la formazione di comitati di occupazione (niente di militaresco, bensì aggregazioni spontanee e <span style="text-decoration: underline;">pacifiche</span> di cittadini), gruppi di persone disposte a comunicare attraverso gli spazi fisici i loro diritti, assumendone il controllo fisico collettivamente, prima che vengano definitivamente posti al servizio di una politica sbagliata / fermare alcune attività (compiendo un’occupazione civile e rispettosa delle categorie indispensabili e necessarie) rappresenta una possibilità concreta di azione permanente dove ogni partecipante fornisce un contributo in funzione delle sue possibilità (occupare, cucinare, scrivere, insegnare, suonare, offrire manodopera e materiale) /<br />
si tratterebbe di occupare luoghi strategici, non solo i tetti come accadde l’anno passato, ma i centri della cultura, scuole uffici e fabbriche, parcheggi, teatri e cinema, oppure andando a creare luoghi di aggregazione negli spazi commerciali incistando la lotta in aree scarsamente sensibili &#8211; od ancora, progettando sit-in e laboratori permanenti che trasmettano ai cittadini i contenuti e la necessità di un movimento di protesta <span style="text-decoration: underline;">attivo</span> /<span style="text-decoration: underline;"><br />
</span></p>
<p style="padding-left: 90px; text-align: justify;">in tutto questo l’invenzione e la creatività svolgono un ruolo sociale imprescindibile, e la lotta per i diritti umani è di fatto molto vicina all’opera d’arte dal momento in cui contiene un valore intrinseco indipendente dal risultato finale, perché costituisce sempre un arricchimento se osservata in una prospettiva storica ed umana</p>
<p style="text-align: justify;">i social network sono e sono stati importanti per la diffusione delle notizie e la trasmissione dei messaggi, per trovare aree di discussione teorica e riscontro su molti temi, ma come ci sta dimostrando il valle <span style="text-decoration: underline;">c’è bisogno di riassumere una relazione fisica con la lotta politica, una relazione attiva, compromettente e partecipativa</span> /<br />
lo sciopero quale forma efficace di rivendicazione probabilmente è morto<br />
perché non proviamo a mettere il nostro corpo al servizio di una protesta più esplicita, permanente ed efficace? (e ritengo che stia nel <span style="text-decoration: underline;">permanente</span> l’ingrediente fondamentale che attualmente manca allo sciopero &#8211; probabilmente se lo sciopero diventasse permanente allora condurrebbe a un cambiamento, anche se ovviamente non saprei dire in quale direzione) /<br />
proviamo a riprenderci i quartieri e gli spazi pubblici ed a riappropriarci di una politica che non è mai stata realmente al servizio dei cittadini da moltissimi anni a questa parte / non aspettiamoci che i partiti e i sindacati si occupino di risolvere questa situazione, i loro rimedi sono degli inutili palliativi e non cambiano lo stato delle cose, anzi, il più delle volte rivelano forme di pericolosa connivenza /<br />
questa dovrebbe essere una lotta di cittadini che si mobilitano per il bene comune, senza mediazione partitica o sindacale, le istituzioni possono e dovrebbero in ogni caso partecipare, ma senza condizionare una protesta che deve mantenersi pura, espressione di una necessità che si estende all’intero paese, senza diventare appannaggio di una specifica parte politica /<br />
una lotta per ripristinare il bene comune e garantirne la sopravvivenza e la longevità</p>
<p style="text-align: justify;">se volete fate girare questo messaggio, provate a dare una chance a riflessioni che per quanto utopistiche contengono dei barlumi di fattibilità e degli spunti di cambiamento / date spazio alla possibilità di cambiare le cose e soprattutto non abbiate paura di essere politici nelle vostre considerazioni e ancor più nelle vostre azioni, perché politica è tutto ciò che riguarda la <span style="text-decoration: underline;"><em>polis</em></span>, le persone intese in quanto collettività, e non espressione degli interessi particolari di uno o dell’altro partito</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2011/10/12/uscire-dai-salotti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
