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	<title>POP LIFE BLOG &#187; caucigh</title>
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		<title>JERRY BERGONZI THREE</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 15:27:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tracciamenti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[calendario]]></category>
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		<category><![CDATA[jazz]]></category>
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		<description><![CDATA[VENERDI&#8217; 2 Marzo 2012 CAFFE&#8217; CAUCIGH Via Gemona 36 Udine Tel. 0432 502719 JERRY BERGONZI THREE Jerry BERGONZI : sax tenore Dave SANTORO : contrabbasso Andrea MICHELUTTI : batteria presenterà un repertorio tratto dal suo cd “Three for All” Sabato 3 Marzo h.16-19 Masterclass presso la scuola di musica di codroipo Via 4 Novembre Codroipo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">VENERDI&#8217; 2 Marzo 2012<br />
CAFFE&#8217; CAUCIGH<br />
Via Gemona 36<br />
Udine<br />
Tel. 0432 502719</p>
<h1 style="text-align: center;"><strong><span style="text-decoration: underline;">JERRY BERGONZI THREE</span></strong></h1>
<p style="text-align: center;"><strong></strong><br />
Jerry BERGONZI : sax tenore<br />
Dave SANTORO : contrabbasso<br />
Andrea MICHELUTTI : batteria</p>
<p style="text-align: center;">presenterà un repertorio tratto dal suo cd<br />
“Three for All”</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.conn-selmer.com/artists/pics/JerryBergonzi1.jpg" alt="" width="600" height="398" /></p>
<p style="text-align: center;">Sabato 3 Marzo h.16-19<br />
<strong>Masterclass</strong><br />
presso la scuola di musica di codroipo<br />
Via 4 Novembre Codroipo<br />
Tel. 349 395 0704</p>
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		<title>anime salve / e solitarie</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 17:18:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tracciamenti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[caucigh]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
		<category><![CDATA[zlatko kaucic]]></category>

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		<description><![CDATA[ieri sera sono stata a un concerto jazz il caffè caucigh è probabilmente l&#8217;unico luogo di udine che apprezzi incondizionatamente &#8211; uno spazio dove l&#8217;impulso di andarmene altrove recede / tantomeno mi passa per l&#8217;anticamera del cervello l&#8217;idea di veder ribaltare l&#8217;estetica e le regole di questo vecchio ritrovo raffinato e inconfondibile, velato di una]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<table width="600" border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignright" src="http://www.nicolalalli.it/images/solitudini/images/53.%20E.%20Degas%20'L'assenzio'%20.JPG" alt="" width="300" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: right;">ieri sera sono stata a un concerto jazz</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">il caffè caucigh è probabilmente l&#8217;unico luogo di udine che apprezzi incondizionatamente &#8211; uno spazio dove l&#8217;impulso di andarmene altrove recede / tantomeno mi passa per l&#8217;anticamera del cervello l&#8217;idea di veder ribaltare l&#8217;estetica e le regole di questo vecchio ritrovo raffinato e inconfondibile, velato di una sua poetica decadenza e irriducibile alla logica pacchiana dei bar di città, senza plastica o schermi e non incline ad assecondare le mode commerciali e le cadute di gusto del cliente ordinario che in genere preferisce la musica ad alto volume e gli arredi in acciaio</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">esco poco per svariate ragioni, tra cui quella di non sentirmi mai completamente a mio agio se circondata da molte persone &#8211; posso gestire tranquillamente la situazione quando sono in movimento (mentre cammino oppure su un mezzo pubblico) ma l&#8217;idea di trascorrere del tempo ferma in un luogo mediamente affollato è spesso causa di ansia e irrequietezza<br />
ugualmente non amo i rumori molesti, le musiche soverchie e nemmeno le conversazioni praticate esclusivamente come passatempo mondano &#8211; sono pochi i posti in cui risulto inosservata, forse proprio a causa del mio particolare e palese isolamento, dell&#8217;ostinato muovermi sola attraverso ambiti generalmente socializzanti, dove di solito ci si ritrova in compagnia od almeno in coppia</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">ma da caucigh si vedono spesso persone sole o solitarie sedute a un tavolino con il giornale aperto, persone molto diverse tra loro che coprono una gamma piuttosto estesa di caratteri e ceti sociali &#8211; ed infatti anche ieri sera c&#8217;erano altre anime singole oltre a me, venute semplicemente per ascoltare<br />
questo mi piace sempre, quando puoi anche vagamente riconoscerti nei gesti di altri, quando non percepisci la tua presenza come una stonatura rispetto al contesto e sei una tra tanti cui nessuno fa caso &#8211; dividi il tavolino con altri, scambi due chiacchere, saluti cordialmente la ragazza al banco, ma soprattutto ascolti ottima musica suonata dal vivo alla luce di poche lampade e delle candele poggiate sul bancone di marmo</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">il concerto si apre con un brano di wheeler, poi jarrett, shorter, e molti pezzi dello stesso kaucic, nella seconda parte persino alfonsina y el mar, e un particolare digradare dei toni, conciliante, al contrario di come succede di solito che le ultime battute sono le più intense e infervorate<br />
mi aspettavo costantini al piano ma cessetti non è stato da meno con le sue mani piccole e veloci, mentre turchet è sempre una garanzia di delicatezza ed equilibrio &#8211; lui e il suo contrabbasso sono un&#8217;unica grande e in qualche strano modo affettuosa entità / la batteria di kaucic mai ascoltata dal vivo in precedenza (nonostante abbia realizzato la copertina di un suo disco in trio con maier e de mattia) è magistrale, non credo sia facile esibirsi in uno spazio così raccolto e gestire il suono in maniera tale che non entri in contrasto con la pacatezza degli altri strumenti</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">scappo a mezzanotte come cenerentola (che il giorno dopo lavoro) &#8211; intuisco che mancano poche battute alla fine e sicuramente mi perdo un bis, ma devo pedalare fino a casa ed anche se non fa freddo mi tocca di attraversare la città e spingermi verso la periferia sud</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">una volta arrivata ci sono i piatti da lavare<br />
dal solito bar arrivano echi pompati di musica latina<br />
altri mondi</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">sul tavolo i kafka-fragmente nella versione ecm con keller al piano<br />
la casa riceve le prime luci della primavera<br />
(è il giorno dopo, il sabato del villaggio, si torna a casa con la giacca aperta e senza berretto)</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">ho deciso di riprendere la lettura di <em>vita activa</em> andando a rispolverare le vecchie sottolineature &#8211; la pulizia della scrittura di hannah arendt mi sorprende ogni volta, essenziale, moderna, senza fronzoli o accenti di vanagloria</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">una vecchia canzone sigilla il tramonto, l&#8217;ultimo duetto di charlie haden e hank jones inciso nel 2010, poco prima della morte del pianista &#8211; scatto queste foto mentre il sole si smorza dietro al distributore, dietro i cassonetti, dietro la palazzina del manhattan</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">.dietro.</p>
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