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	<title>POP LIFE BLOG &#187; idee</title>
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		<title>che / spettacoli</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 10:20:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[rose: nel brano di camus c’è proprio un antidoto alle tentazioni di edonismo / superficialità / alienazione nel rapporto col bello, no? francesco: come dicevi ieri, individuare i luoghi che producono significato. nulla di così nuovissimo ma, l’ossimorico disincantanto coinvolgimento con cui lo dicevi ieri mi ha contagiato. tutto bene, a patto che non divenga]]></description>
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<tbody>
<tr>
<td>rose: <em>nel brano di camus c’è proprio un antidoto alle tentazioni di edonismo / superficialità / alienazione nel rapporto col bello, no?</em></p>
<p>francesco: <em>come dicevi ieri, individuare i luoghi che producono significato. nulla di così nuovissimo ma, l’ossimorico disincantanto coinvolgimento con cui lo dicevi ieri mi ha contagiato. tutto bene, a patto che non divenga stilema, accademia dell’insolito.</em></p>
<p>è proprio l’indifferenza nei confronti dell’innovazione superficiale ed edonista che ci salvera&#8217;<br />
(incitazione:) siamo superiori rispetto alle tendenze modaiole ed alle proposte apparentemente accattivanti che ci piovono da tutte le parti!<br />
(questa cosa in provincia è un osso duro, sempre vittime dell’insicurezza e della marginalità finiamo per darci la zappa sui piedi e coltivare frivole tendenze individuali anziché formarci una cultura solida che fornisca i dovuti anticorpi)<br />
in effetti i rischi di banalizzazione ed estetizzazione () sono sempre in agguato e più che mai attuali / si dovrebbe partire dall’immissione del sé nel molteplice, e dalla dismissione degli individualismi borghesi &#8211; ricordare che ogni gesto è politico: anche se non direttamente va a condizionare la vita delle persone in un dato luogo<br />
quello che sta cercando di fare la <a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/" target="_blank">comunità provvisoria</a>, ad esempio<br />
il progetto si esprime nelle due parole <em>comunitario </em>e <em>provvisorio</em>: ciò che è di molti e non ha stilemi, appunto, che non fa in tempo a solidificarsi in una forma unica e viziata, che non è soggetto all’abitudine stanca, gesto collettivo che si mette in discussione e si evolve nel sovrapporsi di voci diverse</p>
<p>tessitura</p>
<p>oggi ho ricevuto una piccola mail da un amico che non sentivo da molto, radicalmente trasformato dalla vita di famiglia e dalla provincia padano-veneta /<br />
è sufficiente svolgere il proprio lavoro con perizia e passione o il senso di responsabilità familiare e la routine provinciale finiscono inevitabilmente per renderci accondiscendenti e distratti?<br />
questo mi chiedo stamattina, seduta da sola di fronte al computer con una tazza di caffè a lato ed alle spalle una casa da rimettere in ordine dopo l’inverno – quali sono gli anticorpi necessari per la preservazione collettiva (ed individuale) delle risorse, per la salvaguardia dell’attivismo culturale?</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-403" title="dotted" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2009/11/dotted.gif" alt="dotted" width="600" height="3" /></p>
<p>eppure<br />
andando a rileggere debord mi accorgo di come già cinquant&#8217;anni fa avessimo le conoscenze necessarie per volerci opporre a questo sfacelo ma non le abbiamo prese in considerazione / i visionari sono stati confinati dentro a nicchie culturali che hanno impedito loro la contaminazione del mondo<br />
oggi fulvio abbate afferma che questo è il sessantotto della destra / la sinistra nel frattempo continua a vivere nelle grotte affranta da un pesante senso di inferiorità e da insicurezze ataviche<br />
aver paura di esporsi e lottare è una gran brutta cosa /<br />
cercasi antidoto&#8230;.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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