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	<title>POP LIFE BLOG &#187; lavoro</title>
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		<title>paesi in via di sotto-sviluppo I</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 11:58:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tracciamenti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; nel corso degli anni varie riviste od altre iniziative editoriali italiane mi hanno contattata per chiedermi di pubblicare i miei lavori, o di utilizzarli in svariati modi all’interno di qualche pubblicazione / nessuno di loro si è mai posto la questione del pagamento: ti mandiamo qualche copia, dicevano al massimo, oppure nemmeno sollevavano la]]></description>
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<tbody>
<tr>
<td><img class="alignnone size-full wp-image-11074" title="0811-024" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2011/08/0811-024.jpg" alt="" width="600" height="600" />&nbsp;</p>
<h4>nel corso degli anni varie riviste od altre iniziative editoriali italiane mi hanno contattata per chiedermi di pubblicare i miei lavori, o di utilizzarli in svariati modi all’interno di qualche pubblicazione / nessuno di loro si è mai posto la questione del pagamento: <em>ti mandiamo qualche copia</em>, dicevano al massimo, oppure nemmeno sollevavano la questione /<br />
all’inizio accettavo perché mi sembrava lusinghiero il fatto che l’editoria si interessasse di quanto avevo realizzato, inoltre veder stampate le proprie cose è (quasi) sempre una soddisfazione / a un certo punto però, grazie alla diffusione transnazionale operata dalla rete, hanno comiciato a contattarmi anche società straniere, ed allora mi sono resa conto che quando le case editrici degli altri paesi richiedono qualcosa di tuo (non parliamo di editoria indipendente a budget zero o di webzine senza introiti pubblicitari), viene sempre offerto un corrispettivo in termini finanziari / si tratta di una considerazione diversa del lavoro creativo e della fatica spesa nella realizzazione delle opere, che qui da noi non trova la giusta considerazione (contando soprattutto sul fatto che, visti i tempi, se tu non vuoi darmi qualcosa da pubblicare gratis trovo qualcun altro che lo fa, pur di veder stampare il suo lavoro e poterlo inserire in un curriculum) / lo stesso vale per altre opere di ingegno, per la scrittura, ad esempio, o per la musica; come se il tempo che uno dedica a realizzare un articolo od a scrivere e suonare le proprie canzoni fosse ininfluente / è vero che molte iniziative culturali non ricevono sufficienti fondi ma in italia la scarsità di mezzi e la mancanza di etica nei confronti del lavoro creativo (e non solo di quello) non sono necessariamente due fenomeni correlati, e la giusta retribuzione di un lavoro non viene quasi mai considerata come un dovere morale da parte del cliente o di chi commissiona una qualsiasi opera /<br />
ma la verità è che sono io a dover decidere se e quando lavorare gratis, e non me lo devono imporre o chiedere gli altri! e coloro che accettano per debolezza, senza pretendere quanto gli spetta, non fanno altro che screditare le diverse categorie preofessionali,  facendo sì che sempre più committenti si sentano autorizzati a una svalutazione finanziaria del lavoro altrui, legittimando tariffe infime o persino le prestazioni gratuite /<br />
svegliatevi italiani, è ora di pretendere di abitare un paese civile!</h4>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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