<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>POP LIFE BLOG &#187; miroir</title>
	<atom:link href="https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/tag/miroir/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.tracciamenti.net/blog</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2020 13:13:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.38</generator>
	<item>
		<title>esordio di un’esistenza dichiaratamente antiestetica</title>
		<link>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2013/07/08/esordio-di-un-esistenza-dichiaratamente-antiestetica/</link>
		<comments>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2013/07/08/esordio-di-un-esistenza-dichiaratamente-antiestetica/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2013 17:43:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tracciamenti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[frammenti]]></category>
		<category><![CDATA[miroir]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tracciamenti.net/blog/?p=18111</guid>
		<description><![CDATA[e cosi ci conforta un accordo, che gentilmente ci chiude, plebeo: la catastrofe è in mezzo, è nel cuore: ma ci sta recintata, arroccata EDOARDO SANGUINETI – sequenza XIII (luciano berio) . I cadeva nel pomeriggio a volte era una caduta libera verso il fondo di un sonno cieco e sordo, altre si trattava di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6 style="text-align: justify; padding-left: 60px;"><span style="color: #000000;">e cosi ci conforta un accordo, che gentilmente ci chiude, plebeo:</span><br />
<span style="color: #000000;"> la catastrofe è in mezzo, è nel cuore: ma ci sta recintata, arroccata</span><br />
<span style="color: #000000;"> EDOARDO SANGUINETI – sequenza XIII (luciano berio)</span></h6>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;">I<br />
cadeva nel pomeriggio<br />
a volte era una caduta libera verso il fondo di un sonno cieco e sordo, altre si trattava di un viaggio inconcluso dove &#8220;qui&#8221; e &#8220;là&#8221; rimanevano luoghi amorfi e privi di senso</p>
<p style="text-align: justify;">II<br />
in tutte quelle facce continuava, nonostante l’ovvietà della sua condizione, a cercare qualche corrispondenza, ma la trovava piuttosto negli aspetti funzionali del vivere, nelle parti meccaniche dell’esistenza<br />
lo spirito era esonerato da qualsiasi rispecchiamento</p>
<p style="text-align: justify;">si era accorta con il passare degli anni che quel suo spirito un tempo capriccioso e ostinato aveva smesso di dibattersi, si era calmato, come alla fine di un processo di soffocamento / era giunta alla fase dell’apnea, in cui ogni stimolo, ogni sogno, ogni gesto disperato, si tratteneva e si consumava in sé stesso, senza rivelarsi</p>
<p style="text-align: justify;">anche l’implosione del gusto e del piacere occorreva ormai a un livello che non atteneva alla percezione cosciente: a metà strada tra vivere e vegetare, aveva cominciato a non apprezzare più i piaceri graziosi che fondano il privilegio di un’esistenza piccolo borghese, perché temeva più di tutto l’abitudine che ne sarebbe conseguita, il graduale adattamento a una condizione banale, idonea al luogo privo di identità in cui si era stabilita<br />
preferiva paradossalmente quel coma dei sensi e l’apatia radicale e sonnolenta, a un cedimento della soglia del piacere fino al contentarsi di un panorama che di fatto non l’avrebbe contenuta mai per intero: sarebbe stata come certi soggetti che nelle fotografie stanno mezzi dentro e mezzi fuori dall’inquadratura, per giunta mossi e in posizioni poco consone all’armonia dell’insieme</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<table>
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignleft size-full wp-image-18140" title="0713-023-I1N" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2013/07/0713-023-I1N.jpg" alt="" width="562" height="384" /><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-18149" style="margin-top: 1px; margin-bottom: 1px;" title="0713-025" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2013/07/0713-026.jpg" alt="" width="562" height="422" /><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-18141" title="0713-024-I2N" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2013/07/0713-024-I2N.jpg" alt="" width="562" height="375" />(a queste soluzioni grafiche aveva già pensato <a title="art is everywhere" href="http://www.serraglia.com/project/arch_paint/index.htm" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">serraglia</span></a> )</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2013/07/08/esordio-di-un-esistenza-dichiaratamente-antiestetica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2013/07/Sequenza-XIII.mp3" length="7066523" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>riesumazioni / 11.02.2007</title>
		<link>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2013/03/17/riesumazioni-11-02-2007/</link>
		<comments>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2013/03/17/riesumazioni-11-02-2007/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Mar 2013 09:57:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tracciamenti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[miroir]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[ri-tratti]]></category>
		<category><![CDATA[riesumazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tracciamenti.net/blog/?p=17218</guid>
		<description><![CDATA[autoritratto riesumato / ancora valido radio: domenica in concerto / bela bartòk – quartetto non riesco a capire l’origine della mia forma / come e per quali cause sia arrivata sin qui, ad essere come sono, a sapere – o non sapere – quel che so e non so / non intuisco la differenza specifica]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">autoritratto riesumato / ancora valido</p>
<div id="attachment_17245" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-17245 " title="2005 autosenzabocca_1" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2013/03/2005-autosenzabocca_1.jpg" alt="" width="300" height="493" /><p class="wp-caption-text">2005 . matita su moleskine</p></div>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #888888;">radio: domenica in concerto / bela bartòk – quartetto</span></p>
<p style="text-align: justify;">non riesco a capire l’origine della mia forma / come e per quali cause sia arrivata sin qui, ad essere come sono, a sapere – o non sapere – quel che so e non so /<br />
non intuisco la differenza specifica ed effettuale tra l’essere cresciuta in una certa famiglia, od un’altra differente, più aperta, più colta, più povera oppure più simpatica / né sono in grado di stabilire le mie responsabilità rispetto a tale processo di formazione</p>
<p style="text-align: justify;">percepisco vagamente la mia forma, consapevole di mitizzarne molti aspetti &#8211; ma non so dire da dove e come mai / non so perché, ancora molto giovane, quando altri si rifugiavano nelle musiche generazionali, nelle canne e nei testi rivoluzionari, mi immergevo senza criterio tra montagne di libri altri, convinta che quello fosse il mio unico riscatto possibile / qualcosa dentro cui nessuno avrebbe potuto entrare se non fossi stata consenziente, la conoscenza, estraneo alla famiglia e <em>soprattutto</em> che superava la famiglia /<span id="more-17218"></span></p>
<p style="text-align: justify;">mi intestardivo a voler sapere cose che avrebbero dato sostanza e spessore al mio essere diversa da loro, più che da tutti gli altri / non capivo quasi nulla di ciò che leggevo ma mi contentavo di macinare pagine senza fermarmi / nè cercavo letture che mi erano note attraverso i discorsi di gruppo [anche se a suo tempo divorai tutto kerouac e gran parte dei testi disponibili sulla beat generation ed alcuni rimangono tuttora tra i miei preferiti] / scopersi rilke e fitzgerald, gogol, disdegnai herman hesse e tomas mann, così amati dai  compagni, per concentrarmi sul primo joyce e sulla poesia dell’ottocento e di inizio novecento / e poi sartre, a lungo, e kierkegaard, musil, milton e l’ariosto / montale sin da bambina, ma anche rafael alberti e i poeti cortesi / cominciai anche ad affrontare i principali temi dell’arte, dando fondo al materiale che già avevo in casa, e attraverso piccoli testi scovati per caso nell’unica libreria del paese / udine era lontana &#8211; ancora molto lontana</p>
<p style="text-align: justify;">un disordine di lettura che sottendeva la necessità di ingurgitare parole, sfuggendo in tal modo all’impossibilità di condividere gli stessi riti collettivi di cui altri si cibavano con maggior disinvoltura: trovo tuttora che sentirmi parte di un gruppo o di un movimento sia la cosa più lontana da me, l’impraticabile, la chimera / non sono parte / non prendo parte / non approvo né disapprovo in profondità / non condivido</p>
<p style="text-align: justify;">avverto la tensione sentimentale che mi tiene vicina ad alcune -poche- persone, ma niente di intellettuale di quotidiano o di spirituale mi unisce realmente a qualcuno / durante un tempo breve, forse, il senso della morte mi permise di guardare il mondo insieme a occhi non miei, ma altri vinse il gioco e per primo scelse &#8211; ed anche questa fu sanzione di una inevitabile separatezza, di una cesura insanabile /</p>
<p style="text-align: justify;">il libro che da pochi giorni accompagna i miei viaggi in corriera [<em>arte e filosofia</em> di andrea pinotti] ha offerto alcuni spunti per riconsiderare gli obiettivi di lavoro e il rapporto con le immagini / il celebre saggio di heidegger in merito alla verità dell’opera contenuto nel piccolo volume completa le annotazioni tratte da <em>vita activa</em> della arendt, mentre merleau ponty mi spinge a riflettere sulla necessità di portare avanti un proprio percorso senza cadere nella scontatezza dei luoghi comuni, decostruendo le proprie conoscenze al fine di renderle autentiche /</p>
<p style="text-align: justify;">dimenticare il sapere altrui per edificare il mio proprio: non è affatto semplice / e la verità di cezanne corrisponde al mio scopo? / mi interessa ciò che restituisce <em>effettivamente</em> la visione, oppure ho bisogno di altro e cerco altro? /ancora: è necessario attraversare un momento di cieca ubbidienza alla visione prima di avventurarsi in altre esplorazioni che si distacchino da tale fedeltà al vero?</p>
<p style="text-align: justify;">alla base di ogni azione trovo la fragilità del senso del [mio] fare / la paura di non meritare simili spazi e di non dover esser io ad operare in tali direzioni / mi muovo in un ambiente saturo di banalità: quasi tutte le parole pronunciate intorno a me ed anche quelle scritte, i colori, le immagini, i segni grondano ordinarietà, sono lontani dal vero e dall’essere portatori di senso /</p>
<p style="text-align: justify;">/ perché il mio lavoro dovrebbe essere diverso?<br />
/ oppure: posso con fatica e impegno renderlo diverso?</p>
<p style="text-align: justify;">disegno poco ed anche le fotografie si sono diradate, per la necessità di prendere tempo una volta ancora e far luce sulle mie reali necessità / come in precedenza, l’atteggiamento più difficile, ma anche più onesto, è quello della sospensione, dell’astinenza /<br />
eppure, sotterranea, parallela a questo silenzio e perseverante, avverto la necessità di fermare anche solo con pochi segni e abbozzi, le impressioni che colleziono durante le giornate, che mi lasciano qualcosa di presente e significativo: / la presenza del dolore, quale linea guida delle azioni ed anche elemento formativo principale / forza scatenante / termometro / unica costante che ritorna e si ripropone nelle sue varie forme / dolore individuale, collettivo, mio, altrui / lama che si proietta oltre il margine delle giornate e condiziona anche la visione più pura, caricandola di significati altri /<br />
dunque salta fuori che la visione non necessariamente può rivelarsi nella sua purezza, nella sua mera organicità, ma piuttosto trascinare con sé brandelli dello spirito, accezioni e deformazioni del senso / devono tali aspetti parlare ancora solamente tramite la cosa in sé, oppure esiste un margine estetico che l’invenzione si è ricavata nella vita stessa dell’immagine, e che ci trascina oltre la pura raffigurazione del reale?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2013/03/17/riesumazioni-11-02-2007/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ri / tratta (frammenti di autoconservazione)</title>
		<link>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2013/02/08/ri-tratta/</link>
		<comments>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2013/02/08/ri-tratta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2013 07:39:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tracciamenti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[personal]]></category>
		<category><![CDATA[eugenio montale]]></category>
		<category><![CDATA[miroir]]></category>
		<category><![CDATA[self]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tracciamenti.net/blog/?p=16889</guid>
		<description><![CDATA[l’intorno fisico che attraversa le dispiace ed è per lei fonte di profonda demotivazione che quasi nulla di ciò che sa ed ha imparato nel corso degli anni venga messo in gioco nelle conversazioni e nei rapporti quotidiani con l’esterno le pagine della sua vita Comprendo la tua caparbia volontà di essere sempre assente perché]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_16897" style="width: 562px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-16897" title="0113-030" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2013/01/0113-030.jpg" alt="" width="552" height="774" /><p class="wp-caption-text">disegno su carta da bibbia - 2004</p></div>
<p style="padding-left: 45px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">l’intorno fisico che attraversa</span><br />
<em>le dispiace ed è per lei fonte di profonda demotivazione che quasi nulla di ciò che sa ed ha imparato nel corso degli anni venga messo in gioco nelle conversazioni e nei rapporti quotidiani con l’esterno</em></p>
<p style="padding-left: 45px;"><span style="text-decoration: underline;">le pagine della sua vita</span><br />
<em>Comprendo</em><br />
<em> la tua caparbia volontà di essere sempre assente</em><br />
<em> perché solo così si manifesta</em><br />
<em> la tua magìa. Innumeri le astuzie</em><br />
<em> che intendo.</em></p>
<p style="padding-left: 45px;"><em>Insisto</em><br />
<em> nel cercarti nel fuscello e mai</em><br />
<em> nell’albero spiegato, mai nel pieno, sempre</em><br />
<em> nel vuoto: in quello che anche al trapano</em><br />
<em> resiste</em>.<br />
EM</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-16889"></span>non dice quello che è &#8211; non dice nemmeno quello che fa realmente, che in fondo è provare a dar forma a ciò che ha imparato, ai dubbi e alle paure sviluppati attraverso la conoscenza / il lavoro è fuga quanto condensazione, porge all’esterno la sua incertezza di persona e di entità politica<br />
ha il terrore delle decorazioni, dell’essere lei stessa decorativa</p>
<p style="text-align: justify;">non è insegnante / non le importa di farlo sapere al mondo / non usa la punteggiatura d’ordinanza<br />
avrebbe dovuto scrivere in autonomia per poter dire altro di sè – perché non ha confidenza con la parola pronunciata specialmente dentro un telefono – e conta sul fatto che un foglio di giornale si dimentica presto e che le opere al contrario continuano, rappresentando un’offerta permanente<br />
&#8211; senza con questo volerne sancire il valore</p>
<p style="text-align: justify;">è più complessa di così, più imperfetta, più imprecisa<br />
ugualmente avverte che in genere questo insieme di segni e di verbi restituisce un universo personale piuttosto nitido, connotato da una particolare forma di severità / per amor del vero, non ha mai nemmeno lontanamente pensato di scrivere un libro di sole poesie (come pensarlo, se non ha mai saputo immaginarsi poeta?) perché l’abbandono dei segni e delle trame grafiche per concedersi alla nuda parola le risulta innaturale,<em> sovrumano</em>: in lei brulicano parole inevitabilmente connesse e vincolate a forme e spazi – quelle parole hanno stanze, gabbie, reticoli &#8211; possiedono un’architettura visiva che costituisce la loro imprescindibile peculiarità</p>
<p style="text-align: justify;">si riconosce nelle ore silenziose che intercorrono tra una parola detta e la successiva – solo in quei lunghi <em>time lapses</em> può respirare e capire – il mondo parlato al contrario la costringe all’apnea, all’entropia del senso, e durante le conversazioni quasi sempre osserva con malessere le frasi inermi ed inefficaci annaspare, le frasi che danzano irresponsabilmente senza dire oppure sovradicendo – sgraziate e mute (perchè anche dire troppo è una forma di mutismo)</p>
<p style="text-align: justify;">sente di meritare una qualità rigorosa e più limpida, tuttavia in modo misterioso ne demolisce sistematicamente i presupposti, accettando i compromessi del vivere ma incapace di farlo con stile, sbandando in continuazione / e si accorge che è proprio questa la sfida che le aveva prospettato anni prima un caro amico: sporcarsi le mani di merda e rimanere pulita</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.tracciamenti.net/blog/index.php/2013/02/08/ri-tratta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
