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	<title>POP LIFE BLOG &#187; patti smith</title>
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		<title>memoriali / ignoranze</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 08:20:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[03112011 1941 * l’altra sera in un film italiano ho riascoltato una vecchia canzone di patti smith: è stato così fulmineo il senso di familiarità, l’emozione di qualcosa che fu parte di un periodo molto intenso della mia adolescenza e che ha avvolto strettamente i miei sogni giovanili / con questa canzone in sottofondo sognavo]]></description>
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<tbody>
<tr>
<td>
<table width="400" align="right">
<tbody>
<tr>
<td>
<h2>03112011 1941</h2>
<p style="text-align: justify;">*<br />
l’altra sera in un film italiano ho riascoltato una vecchia canzone di patti smith: è stato così fulmineo il senso di familiarità, l’emozione di qualcosa che fu parte di un periodo molto intenso della mia adolescenza e che ha avvolto strettamente i miei sogni giovanili / con questa canzone in sottofondo sognavo ingenua  e romantica di incontrare l’uomo che avrei amato per tutta la vita<br />
e sognavo di andare verso la pianura &#8211; e oltre l’oceano</p>
<p style="text-align: justify;">ci assomigliamo credo, con la ragazza della canzone<br />
anche la sua androginia emana particolari bagliori di femminilità &#8211; e una certa magrezza, i capelli spettinati, le poesie, me la rendono affine, ma nel modo rigoroso e distante con cui ci sentiamo attratti da una musa / lei rimane la musa dell’altro mondo, emersa da qualche luminoso loft di manhattan e circondata di movimento in bianco e nero</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-12524" style="margin-top: 1px; margin-bottom: 1px;" title="1111-010" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2011/11/1111-010.jpg" alt="" width="400" height="268" /><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-12525" title="1111-011" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2011/11/1111-011.jpg" alt="" width="400" height="268" /><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-12526" style="margin-top: 1px; margin-bottom: 1px;" title="1111-012" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2011/11/1111-012.jpg" alt="" width="400" height="268" /><br />
<object width="400" height="24" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Lw1ofTgPtc4?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="400" height="24" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/Lw1ofTgPtc4?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: justify;">**</p>
<p style="text-align: justify;">nascere e vivere qui invece non consente alcun riscatto, crescere nel cuore di una terra così chiusa su se stessa da togliere il respiro, soffocandoti con foglie di pannocchie e vecchi foulard usciti da qualche boutique costosa e conservatrice</p>
<p>qualcuno si veste come fossimo a parigi &#8211; pretenziosamente<br />
seduta in un bar all’aperto ho intravisto buffi calzini sfoggiati con boriosità, abiti destrutturati, borse inimmaginabili ed altri amenicoli costosi e improbabili, paradossalmente immersi nel magma “tutto regolare” di questa cittadina tristemente gradevole, dove niente è fuori posto e molti sono smaccatamente gentili per una mera questione di educazione, per non corrugare la facciata<br />
quei dettagli eccentrici dell’abbigliamento stridono ridicoli, privi di ragioni interne, espressione del portafoglio e di uno snobismo superficiale e irragionevole /</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">per poter essere autenticamente diversa la città dovrebbe esplodere dal di dentro, rinnegare se stessa &#8211; questa terra dovrebbe rivoltare le sue zolle così profondamente da inghiottire tutte le ville e le villette che costellano il territorio, dovrebbe veder inabissare i suoi negozi costosi e allineati, le sue rassegne culturali senza una sbavatura, le mostre d’arte giovanilmente pacchiane, e sterminare le centinaia di uomini brizzolati con le stesse giacche inglesi e le loro macchine ingombranti, che all’ora dell’aperitivo ridono disinvolti credendo di essere al centro del mondo</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<h2>05112011 0820</h2>
<p>le strade allagate di genova &#8211; altri morti, auto distrutte, locali devastati<br />
la natura completa quello che l’uomo ha cominciato, avendo sfidato avidamente la logica ambientale per decenni</p>
<p>ci sono stati dei morti bambini<br />
penso a cosa sia, afferrare un piccolo corpo bambino che galleggia nell’acqua fangosa, penso a quella consistenza gonfia, a metà strada tra la mia stessa consistenza e quella di una bambola di gomma / quel corpo fino a poco prima era una bambina di pochi mesi che ora naviga nel fango come un fagotto &#8211; quello è il fango dell’incuria umana che trae le logiche conseguenze, perché da molto tempo la cosa più importante è strappare profitto, ricavare denaro da ogni situazione ed a qualsiasi condizione<br />
le nostre città sono cresciute male, senza sapienza, hanno sovrapposto alle grandi strutture del passato un coacervo infrastrutturale privo di equilibrio che non si raccorda armoniosamente con il contesto e con il territorio, che non rispetta e non tiene conto degli elementi naturali / l’importante è espandersi, appropriarsi di ogni metro cubo possibile, strappare un profitto al mare, alla sabbia, al legno<br />
ogni elemento naturale diventa uno strumento per arricchirsi, e per speculare<br />
ogni legge è complice di questo apparente arricchimento che si traduce concretamente in un irreversibile depauperamento delle risorse</p>
<p>il territorio, l’abbiamo tradito, ed ora ci abbandona sempre più spesso alle inteperanze prive di proprozioni umane delgli elementi naturali / se la prendono nei denti i più fragili, gli innocenti ingenui che hanno creduto che le amministrazioni sapessero fare il loro lavoro, se la prendono nei denti i bambini morti, gli anziani che non riescono ad aggrapparsi ai pali della luce e scivolano deboli e lenti nel fango arrembante, se la prendono nei denti le famiglie che vedono andarsene in un fiome di melma i loro ricordi, le loro fotografie, le suppellettili, i vestiti e gli elettrodomestici, le banconote<br />
per-fino la vita</p>
<p style="padding-left: 30px;">insieme ai cadaveri emergono dall’acqua gli spettri degli errori commessi, le conseguenze tragiche dell’avidità umana, dell’ignoranza e dell’indifferenza &#8211; ma sicuramente i nostri politici e gli imprenditori faranno finta di non vederli e continueranno a pensare ai loro profitti, ad affermare che in italia i ristoranti sono pieni e tutto va bene</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #888888;">[gli altri italiani, nel frattempo, pensano al costume di halloween o alla partita di calcio &#8230;]</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>catarifrangenti</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Nov 2010 17:50:23 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7043" title="11-060" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2010/11/11-060.jpg" alt="" width="600" height="614" /><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-7042" title="11-059-smith" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2010/11/11-059-smith.jpg" alt="" width="600" height="639" /><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="600" height="25" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3dpuIMLugCw" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="25" src="http://www.youtube.com/v/3dpuIMLugCw"></embed></object></p>
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