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	<title>POP LIFE BLOG &#187; ri-tratti</title>
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		<title>riesumazioni / 11.02.2007</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Mar 2013 09:57:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tracciamenti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
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		<description><![CDATA[autoritratto riesumato / ancora valido radio: domenica in concerto / bela bartòk – quartetto non riesco a capire l’origine della mia forma / come e per quali cause sia arrivata sin qui, ad essere come sono, a sapere – o non sapere – quel che so e non so / non intuisco la differenza specifica]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">autoritratto riesumato / ancora valido</p>
<div id="attachment_17245" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-17245 " title="2005 autosenzabocca_1" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2013/03/2005-autosenzabocca_1.jpg" alt="" width="300" height="493" /><p class="wp-caption-text">2005 . matita su moleskine</p></div>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #888888;">radio: domenica in concerto / bela bartòk – quartetto</span></p>
<p style="text-align: justify;">non riesco a capire l’origine della mia forma / come e per quali cause sia arrivata sin qui, ad essere come sono, a sapere – o non sapere – quel che so e non so /<br />
non intuisco la differenza specifica ed effettuale tra l’essere cresciuta in una certa famiglia, od un’altra differente, più aperta, più colta, più povera oppure più simpatica / né sono in grado di stabilire le mie responsabilità rispetto a tale processo di formazione</p>
<p style="text-align: justify;">percepisco vagamente la mia forma, consapevole di mitizzarne molti aspetti &#8211; ma non so dire da dove e come mai / non so perché, ancora molto giovane, quando altri si rifugiavano nelle musiche generazionali, nelle canne e nei testi rivoluzionari, mi immergevo senza criterio tra montagne di libri altri, convinta che quello fosse il mio unico riscatto possibile / qualcosa dentro cui nessuno avrebbe potuto entrare se non fossi stata consenziente, la conoscenza, estraneo alla famiglia e <em>soprattutto</em> che superava la famiglia /<span id="more-17218"></span></p>
<p style="text-align: justify;">mi intestardivo a voler sapere cose che avrebbero dato sostanza e spessore al mio essere diversa da loro, più che da tutti gli altri / non capivo quasi nulla di ciò che leggevo ma mi contentavo di macinare pagine senza fermarmi / nè cercavo letture che mi erano note attraverso i discorsi di gruppo [anche se a suo tempo divorai tutto kerouac e gran parte dei testi disponibili sulla beat generation ed alcuni rimangono tuttora tra i miei preferiti] / scopersi rilke e fitzgerald, gogol, disdegnai herman hesse e tomas mann, così amati dai  compagni, per concentrarmi sul primo joyce e sulla poesia dell’ottocento e di inizio novecento / e poi sartre, a lungo, e kierkegaard, musil, milton e l’ariosto / montale sin da bambina, ma anche rafael alberti e i poeti cortesi / cominciai anche ad affrontare i principali temi dell’arte, dando fondo al materiale che già avevo in casa, e attraverso piccoli testi scovati per caso nell’unica libreria del paese / udine era lontana &#8211; ancora molto lontana</p>
<p style="text-align: justify;">un disordine di lettura che sottendeva la necessità di ingurgitare parole, sfuggendo in tal modo all’impossibilità di condividere gli stessi riti collettivi di cui altri si cibavano con maggior disinvoltura: trovo tuttora che sentirmi parte di un gruppo o di un movimento sia la cosa più lontana da me, l’impraticabile, la chimera / non sono parte / non prendo parte / non approvo né disapprovo in profondità / non condivido</p>
<p style="text-align: justify;">avverto la tensione sentimentale che mi tiene vicina ad alcune -poche- persone, ma niente di intellettuale di quotidiano o di spirituale mi unisce realmente a qualcuno / durante un tempo breve, forse, il senso della morte mi permise di guardare il mondo insieme a occhi non miei, ma altri vinse il gioco e per primo scelse &#8211; ed anche questa fu sanzione di una inevitabile separatezza, di una cesura insanabile /</p>
<p style="text-align: justify;">il libro che da pochi giorni accompagna i miei viaggi in corriera [<em>arte e filosofia</em> di andrea pinotti] ha offerto alcuni spunti per riconsiderare gli obiettivi di lavoro e il rapporto con le immagini / il celebre saggio di heidegger in merito alla verità dell’opera contenuto nel piccolo volume completa le annotazioni tratte da <em>vita activa</em> della arendt, mentre merleau ponty mi spinge a riflettere sulla necessità di portare avanti un proprio percorso senza cadere nella scontatezza dei luoghi comuni, decostruendo le proprie conoscenze al fine di renderle autentiche /</p>
<p style="text-align: justify;">dimenticare il sapere altrui per edificare il mio proprio: non è affatto semplice / e la verità di cezanne corrisponde al mio scopo? / mi interessa ciò che restituisce <em>effettivamente</em> la visione, oppure ho bisogno di altro e cerco altro? /ancora: è necessario attraversare un momento di cieca ubbidienza alla visione prima di avventurarsi in altre esplorazioni che si distacchino da tale fedeltà al vero?</p>
<p style="text-align: justify;">alla base di ogni azione trovo la fragilità del senso del [mio] fare / la paura di non meritare simili spazi e di non dover esser io ad operare in tali direzioni / mi muovo in un ambiente saturo di banalità: quasi tutte le parole pronunciate intorno a me ed anche quelle scritte, i colori, le immagini, i segni grondano ordinarietà, sono lontani dal vero e dall’essere portatori di senso /</p>
<p style="text-align: justify;">/ perché il mio lavoro dovrebbe essere diverso?<br />
/ oppure: posso con fatica e impegno renderlo diverso?</p>
<p style="text-align: justify;">disegno poco ed anche le fotografie si sono diradate, per la necessità di prendere tempo una volta ancora e far luce sulle mie reali necessità / come in precedenza, l’atteggiamento più difficile, ma anche più onesto, è quello della sospensione, dell’astinenza /<br />
eppure, sotterranea, parallela a questo silenzio e perseverante, avverto la necessità di fermare anche solo con pochi segni e abbozzi, le impressioni che colleziono durante le giornate, che mi lasciano qualcosa di presente e significativo: / la presenza del dolore, quale linea guida delle azioni ed anche elemento formativo principale / forza scatenante / termometro / unica costante che ritorna e si ripropone nelle sue varie forme / dolore individuale, collettivo, mio, altrui / lama che si proietta oltre il margine delle giornate e condiziona anche la visione più pura, caricandola di significati altri /<br />
dunque salta fuori che la visione non necessariamente può rivelarsi nella sua purezza, nella sua mera organicità, ma piuttosto trascinare con sé brandelli dello spirito, accezioni e deformazioni del senso / devono tali aspetti parlare ancora solamente tramite la cosa in sé, oppure esiste un margine estetico che l’invenzione si è ricavata nella vita stessa dell’immagine, e che ci trascina oltre la pura raffigurazione del reale?</p>
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		<title>pencil / box</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Feb 2013 08:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tracciamenti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[personal]]></category>
		<category><![CDATA[di-segni]]></category>
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		<description><![CDATA[silent portraits (fe-males) / 2013 (pencil on canson paper 200g) &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>silent portraits (fe-males) / 2013<br />
(pencil on canson paper 200g)</p>
<p>&nbsp;</p>
<table width="552">
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignleft" src="http://farm9.staticflickr.com/8244/8454529091_c406b19bc7_c.jpg" alt="" width="552" height="760" /><br />
<img class="alignleft" style="margin-top: 1px; margin-bottom: 1px;" src="http://farm9.staticflickr.com/8242/8455622682_a2a8067546_c.jpg" alt="" width="551" height="759" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>pencil / box</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Feb 2013 08:50:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tracciamenti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[personal]]></category>
		<category><![CDATA[di-segni]]></category>
		<category><![CDATA[figure]]></category>
		<category><![CDATA[moleskine]]></category>
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		<description><![CDATA[silent portraits / 2013 disegni di viaggio (pencil on moleskine) &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>silent portraits / 2013<br />
disegni di viaggio<br />
(pencil on moleskine)</p>
<p>&nbsp;</p>
<table width="552">
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignleft" src="http://farm9.staticflickr.com/8468/8448454300_17de49eb4e_z.jpg" alt="" width="552" height="442" /><br />
<img class="alignleft" style="margin-top: 1px; margin-bottom: 1px;" src="http://farm9.staticflickr.com/8493/8447612561_3af52bb297_b.jpg" alt="" width="552" height="825" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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