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	<title>POP LIFE BLOG &#187; sud</title>
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		<title>diario salentino / pietra</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 06:43:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tracciamenti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[mondi]]></category>
		<category><![CDATA[diario salentino]]></category>
		<category><![CDATA[sud]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[son tornata ormai da così tanti giorni che il viaggio si è quasi annullato nella monotonia domestica di queste giornate agostane &#8211; nuvolose, malferme, improduttive / ma non mi dimentico delle pietre – di scrivere della leccese, del tufo, di calcari millenari che sembrano un legno smussato e svuotato dai tarli / la pietra salentina]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="600">
<tbody>
<tr>
<td>son tornata ormai da così tanti giorni che il viaggio si è quasi annullato nella monotonia domestica di queste giornate agostane &#8211; nuvolose, malferme, improduttive / ma non mi dimentico delle pietre – di scrivere della leccese, del tufo, di calcari millenari che sembrano un legno smussato e svuotato dai tarli /</p>
<p>la pietra salentina è dolce, in particolare quella leccese si lascia s-formare da ogni tocco e da ogni soffio, dalle carezze dei fedeli nelle chiese, dall’acqua, dal vento &#8211; persino la luce ne altera progressivamente le superfici e il tono …</p>
<p><em>nella consolidazione assume una tonalità di colore ambrato simile a quella del miele </em>(wiki) e così, girando per le strade di lecce sotto al sole, gli occhi si riempiono d’oro, di chiaro, di giallo paglierino, di una luce abbagliante e quasi gonfia di se stessa, dalla monotona assolutezza, ma pur elegante e impreziosita dai ricami dei balconi in ferro e da certi barbacani rifiniti come merletti grazie alla docilità delle polveri sottili di cui è formata la massa calcarea /<br />
il paesaggio si fa metafisico e prezioso – quasi ti soffoca nella sua splendente coerenza monocromatica</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4618" title="08-061" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2010/08/08-061.jpg" alt="08-061" width="600" height="402" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-398" title="linea600" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2009/11/linea600.gif" alt="linea600" width="200" height="3" /></p>
<p>ma anche l’estetica del non finito trova in questa pietra il suo alleato finale, la chiave che ne definisce in modo perentorio l’ineluttabilità / non tutto si costruisce in pietra leccese, le cave salentine sono ricche di tufi calcarei quasi altrettanto docili anche se spesso dalla grana meno fine – sono pietre che non sopportano impassibili il passaggio delle stagioni, permettendo alle meteorologie di scrivere il loro transito sulla superficie della materia / i muri diventano calendari, raccontano l’età degli edifici, le sostituzioni, le tappe</p>
<p>questa stratificazione amplifica la vibratilità precaria del paesaggio, ne evidenzia gli stadi di caducità – alla base dei muri si conservano persino i minimi detriti, nulla si spreca, tutto si recupera, ma all’interno di un sistema estetico privo di una definizione, di una teoria /</p>
<p>è una costruzione che imita le macerie, inconsapevolmente</p>
<p>i tufi invecchiano velocemente, si liberano presto della loro patina dorata per farsi grigi, ed ospitare muffe nerastre che proliferano con il lavaggio dell’acqua piovana / questa pigmentazione che ricorda una qualche sorta di affumicatura rende il materiale particolarmente vivo, potrebbe diventare persino una speciale forma di ornamento superficiale &#8211; in un simile contesto invece finisce per accentuare inevitabilmente il lato tragico del deperimento, èd è la vecchiezza misera dei muri, non quella archeologica e preziosa, bensì quella più ordinaria e dismessa del quotidiano, che troppo assomiglia all’incuria per poter esser considerata in termini valorizzativi</p>
<p><img class="alignnone" src="http://farm5.static.flickr.com/4074/4862299767_263fe7a88f_b.jpg" alt="" width="600" height="672" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-398" title="linea600" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2009/11/linea600.gif" alt="linea600" width="200" height="3" /></p>
<p>la pietra smangiata dal clima è fragile, friabile &#8211; mi è capitato di prendere tra le dita quelle rimanenze tondeggianti che sopravvivono al vuoto dell’erosione e di scoprirne la delicata inconsistenza, trovandomi in mano senza sforzo frammenti di muro, docili e inermi / non è un deperimento omogeneo, e le strutture sono costellate da un ricamo irregolare, difficilmente prevedibile, che infonde loro una vitalità particolare / alcuni conci sembrano sciolti, altri scavati meticolosamente, altri sopravvivono impassibili e intonsi – lo stesso accade in parte alla patinatura nerastra che non attacca le pietre in modo assoluto, ma che provoca una perdita inevitabile dei toni caldi, facendo somigliare il materiale a una leca millenaria o ad un cemento</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4610" style="margin-top: 1px; margin-bottom: 1px;" title="08-060" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2010/08/08-060.jpg" alt="08-060" width="600" height="402" /><br />
<img class="alignnone" src="http://farm5.static.flickr.com/4080/4866684136_8fa315fdb9_b.jpg" alt="" width="600" height="896" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>uso alternativo delle cartoline</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 11:49:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[tracciamenti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[e-state]]></category>
		<category><![CDATA[sud]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[tornata / le foto meno indecenti scattate durante il viaggio sono raccolte su flickr i diari ancora tutti da sistemare (presumo ci vorrà del tempo &#8230; ) ho disegnato poco &#8211; la canzone invece &#8211; ascoltata innumerevoli volte (il titolo non c&#8217;entra &#8211; era per un post che poi non ho scritto) . then I]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>tornata /<br />
le foto meno indecenti scattate durante il viaggio sono raccolte su <a href="http://www.flickr.com/photos/tracciamenti07/collections/72157624533678603/" target="_blank">flickr</a><br />
i diari ancora tutti da sistemare (presumo ci vorrà del tempo &#8230; )</p>
<p>ho disegnato poco &#8211;<br />
la canzone invece &#8211; ascoltata innumerevoli volte</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-403" title="dotted" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2009/11/dotted.gif" alt="dotted" width="600" height="3" /></p>
<p>(il titolo non c&#8217;entra &#8211; era per un post che poi non ho scritto)</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-403" title="dotted" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2009/11/dotted.gif" alt="dotted" width="600" height="3" /></p>
<p style="padding-left: 60px;"><em><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
then I came back from where I’d been.<br />
my room, it looked the same –<br />
but there was nothing left between<br />
the Nameless and the Name.</em></p>
<p style="padding-left: 60px;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><img class="alignnone" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4122/4862348445_8c143e329c_b.jpg" alt="" width="600" height="929" /><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-4323" style="margin-top: 1px; margin-bottom: 1px;" title="08-007" src="http://www.tracciamenti.net/blog/wp-content/uploads/2010/08/08-007.jpg" alt="08-007" width="600" height="402" /><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="600" height="25" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/vxyqhyhSEXc" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="25" src="http://www.youtube.com/v/vxyqhyhSEXc"></embed></object></p>
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