
ancora blanchot:
non ci si innalza mai dal mondo all’arte, sia pure per il movimento di rifiuto e di ripulsa che abbiamo descritto, ma si va sempre dall’arte verso quelle che sembrano le apparenze neutralizzate del mondo – e che, in realtà, appaiono tali soltanto sotto uno sguardo addomesticato quale è generalmente il nostro, sguardo di spettatore insufficiente, legato al mondo dei fini e tutt’al piú capace di andare dal mondo al quadro. |