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vedere le cose come sono rende la vita quasi intollerabile CIORAN … forse per questo ci rifugiamo così spesso nella piacevolezza formale: un modo come un altro di nascondere la realtà delle cose e non dover assumere la responsabilità di comprenderne la scomoda sostanza nei giorni scorsi ho trascorso qualche ora a ritagliare le pagine
fuori – nonostante la pioggia fiammeggiano i colori dentro – il tavolo in disordine sono arrivate le stampe mentre altri disegni ancora in cantiere occhieggiano dal monitor – quasi pronti
03112011 1941 * l’altra sera in un film italiano ho riascoltato una vecchia canzone di patti smith: è stato così fulmineo il senso di familiarità, l’emozione di qualcosa che fu parte di un periodo molto intenso della mia adolescenza e che ha avvolto strettamente i miei sogni giovanili / con questa canzone in sottofondo sognavo
è arrivato novembre la cosa che più mi pesa in queste giornate, è non trovare il tempo e la concentrazione necessari a leggere, od ascoltare un po’ di musica / sono indaffarata, tento (quasi) istericamente di cavarmi fuori da questa situazione – ma sono sforzi improduttivi, forse perfino vacui mi conforta appena, la luce autunnale
l’estasi si accompagna con l’arrestarsi momentaneo di tutte le cose un fermo immagine al centro del quale succedono le nostre sensazioni I quando il primo sorso di tè scende lungo la gola già mi sento meglio è un benessere immediato, un momento rassicurante in cui tutti i riferimenti sembrano assestarsi ci sono le volte (purtroppo
queste mele vengono da raveo e sono il risarcimento morale per la malinconia degli ultimi giorni / anche i fagioli con l’occhio non scherzano
1 ma è vero? e che sarà di noi? e tu perché, perché tu? e perché e che fanno i grandi oggetti e tutte le cose-cause e il radiante e il radioso? az 2 la citazione non è un diritto d’autore, ma semplicemente elaborazione di un pensiero forte e pregnante che ci sta portando altrove.
1 in questi giorni ascolto poca musica la tensione mi riduce al silenzio così niente scalette provo piuttosto ad organizzarmi l’ennesimo portfolio riscrivo il curriculum, spedisco mail a destra e sinistra routine della disoccupazione 2 passare in poche ore dall’estate al pieno autunno è stato come uno schiaffo ci sono ancora i costumi da bagno
c’erano altre foto sulla card, oltre a quelle della manifestazione di oggi c’erano la nostalgia, la luce scarsa di un mattino uggioso, il grande buco di un caro amico recentemente scomparso recentemente dura tanto tempo la protesta invece, si è indebolita subito, con lo scendere del sole dietro i palazzi . dire che non siamo
… sorbo, ligustro o che altro? era la mia ultima giornata di mare ora rimane solo l’interminabile attesa di una precaria in offerta
procedo con lentezza sono lenta in tutte le cose non parliamo se si tratta di fare una corsa – arrivo sempre ultima anche i disegni si formano in tempi lunghi a volte capita di pensarci per settimane poi di mettere giù qualcosa, poco a poco perchè tendo a distrarmi – facebook, il jazz, una mail
il giorno dopo esserti arrampicata su quei sassi hai male un po’ dappertutto ma quel luogo magico e pieno di luce cura altri dolori
