Category Archives: mondi
è stato il mio regalo di compleanno in ritardo di una settimana, concedermi una pausa seduta da zoe food, un piacevole ristorantino scoperto per caso mentre gironzolavo per le strade di trieste, in prossimità della cavana cibo vegano e vegetariano, una ricca selezione di tè (finalmente servito anche con latte di soia o di riso),
non ti impressionano più questi silenzi ostinati – sei piuttosto allenata riesci a non muovere la mascella verso la parola per ore intere il significato del bisogno ora si collega a cose e persone in modo diverso da prima e l’immobilità fa sembrare tutto più in ordine, la situazione sotto controllo [ perdita del confine
calouste gulbelkian era un ricco filantropo di origine armena che durante gli ultimi decenni dell’800 e la prima metà del 900 seppe accumulare un patrimonio notevole di opere d’arte e preziosi documenti a conseguenza di una vita avventurosa e di una profonda sensibilità / alla sua scomparsa nel 1959 venne istituita una fondazione che tuttora
[cronache da una città poco ospitale] conosco le zone aperte di questa città, le sue strade, le piazze, molte estensioni dello spazio urbano ai piani terra per la necessità quotidiana di entrare nei negozi / rare volte mi addentro nei palazzi per accedere ad uffici posti a piani più alti, oppure è capitato in certe
. . Cividale del Friuli – Domenica 15 maggio 2011 c/o Sala dei Gessi – Società Operaja – Foro Giulio Cesare 15 Ore 17.00 Proiezione del Documentario Rade Koncar Una storia di operai jugoslavi di Gordana Pavlovic, Tamara Bellone e Piera Tacchino Parteciperanno alla serata Piera Tacchino e Rajka Veljovic Organizza ANPI – Sezione di
ascolto perplessa le considerazioni sul nucleare che in questi giorni fioccano in abbondanza sull’onda della tragica esperienza che sta attraversando il giappone / quasi tutti si esprimono in termini di produzione e si cercano freneticamente soluzioni che possano soddisfare le nostre attuali esigenze / ben pochi però si sono pronunciati in termini di spreco, dichiarando
infilo le pantofole, lavo i piatti, accendo la radio, faccio la doccia, apro la finestra, esco a comperare il giornale, preparo il caffè, scelgo una camicia, leggo un libro sdraiata sul letto, mi guardo allo specchio, mi lavo la faccia, scrivo sul diario, accendo il computer, bevo il caffè, faccio pipì, infilo i pantaloni, frugo
è questo tempo che non concede respiro all’architettura o sono gli architetti a non avere più coraggio di essere tali? . il post continua dopo le foto… fernand pouillon: climat de france – algeri / 1954-57 altre foto qui
son tornata ormai da così tanti giorni che il viaggio si è quasi annullato nella monotonia domestica di queste giornate agostane – nuvolose, malferme, improduttive / ma non mi dimentico delle pietre – di scrivere della leccese, del tufo, di calcari millenari che sembrano un legno smussato e svuotato dai tarli / la pietra salentina
30.07 potrei mai abituarmi a questo paesaggio precario, irrisolto, selvaggio a volte com’è selvaggia la mafia? sembra di abitare un luogo appena uscito dalla guerra, dove tutti si arrangiano e lo stato è un’entità remota che neppure si è capaci di pronunciare sono piuttosto arrabbiata e frustrata per le mie foto non credo di essere
il paesaggio mi sbilancia continuamente verso poli opposti, l’estetica è contraddittoria, lacerata – il verso delle cicale è una costante di sottofondo e nei momenti di silenzio diventa qualsi assordante / la prima parola che trovo nel mio vocabolario, dopo pochi minuti di viaggio sul territorio, è ipnotico: l’esterno mi provoca una particolare forma di
il set completo è su flickr (l’ultima foto invece è stata scattata nella cattedrale di otranto)
rose: nel brano di camus c’è proprio un antidoto alle tentazioni di edonismo / superficialità / alienazione nel rapporto col bello, no? francesco: come dicevi ieri, individuare i luoghi che producono significato. nulla di così nuovissimo ma, l’ossimorico disincantanto coinvolgimento con cui lo dicevi ieri mi ha contagiato. tutto bene, a patto che non divenga
