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I

vicino
lei che ha bevuto poco perché doveva guidare
il sollievo di andarsene da una festa piuttosto noiosa
noiosa come una lunga fila di sedie vuote
i baci borghesi e una stretta di mano
la brillantezza acerba dell’amicizia nei bicchieri
al posto del vino

[prima]
una stanza che tocca il cuore (delle cose*del nulla)

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II

lontano
si incontravano nel perimetro esiguo dell’appartamento
era accogliente e protettiva
[lui si lasciava accogliere e proteggere]

svolgeva mansioni da geisha, senza pensare

quando poi tornavano al mondo
era di nuovo una tra tante
[una geisha in incognito]
— persino una da evitare

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I

voglio scrivere lunghe lettere
leggere lunghe lettere
dormire abbandonata e pacifica in un letto molto grande
due bicchieri di vino sul tavolo
e le voci calme nella cornice circolare di una luce accesa

non ci sono idiosincrasie quando sperimenti fortunosamente qualche microscopica forma di umana felicità

24 gennaio 2010

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II

restano spesso a parlare fino a tardi anche se fino a tardi non è mai tardi abbastanza
lei vorrebbe la notte infinita, illimitata – protesa indefinitamente verso un’alba traquilla
non certo per concupiscenza – ma per i suoi occhi spalancati sull’incanto della parola

e tutto intorno, quella morbidezza scura ed accogliente della notte friulana

7 dicembre 2010

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IV

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III


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