calouste gulbelkian era un ricco filantropo di origine armena che durante gli ultimi decenni dell’800 e la prima metà del 900 seppe accumulare un patrimonio notevole di opere d’arte e preziosi documenti a conseguenza di una vita avventurosa e di una profonda sensibilità / alla sua scomparsa nel 1959 venne istituita una fondazione che tuttora si occupa di gestire i grandi capitali lasciati dal magnate e una buona parte del suo patrimonio artistico trovò spazio nel museo gulbelkian di lisbona
quando studiavo presso la facoltà di architettura della capitale portoghese frequentavo volentieri gli spazi del museo e della fondazione, sia per la ricca collezione di arte antica e moderna, sia per il grande giardino in cui era piacevole leggere o studiare, che per gli eventi importanti che veniveno organizzati di frequente (ricordo di aver assistito proprio nell’auditorum del gulbelkian all’esecuzione originale di koyaanisqatsi di philip glass)

quest’estate la fondazione ha proposto una delle rassegne di jazz  più interessanti ed importanti qui in europa, concentrando in poche date una serie di concerti di grandissimi talenti della musica improvvisativa (tra gli altri: cecil taylor, wadada leo smith, peter brötzmann, paal nilssen-love, ken vandermark e john hollenbeck) – una di quelle occasioni che procurano l’acuto rimpianto di non poter assistere, unitamente alla rabbia sommessa di sapere che certamente molte persone a lisbona non hanno saputo cogliere questa grande opportunità culturale, che è poi la rabbia di vivere in una città (in questo tristemente italiana) che propone per lo più eventi di mezza taglia per utenti di mezza taglia (con rarissime eccezioni sempre più rare)

è proprio vero che spesso chi ha denti non ha pane… e viceversa!

 


le foto da flickr

2 Comments

  1. che bel posto la fondazione Gulbenkian! sono stata a Lisbona per la prima volta 3 mesi fa e ci ho passato una giornata bellissima – desiderando tra l’altro di assistere a qualche concerto nel piccolo anfiteatro del giardino (l’estate stava appena iniziando ed eravamo bombardati di programmi di eventi culturali a cui non avremmo potuto partecipare, sigh).
    anche la cineteca portoghese – che invece immagino sia pubblica – mi è sembrata un luogo di viva civiltà.

  2. hai ragione rose, anche la cineteca è un ottima struttura!
    già allora, e ti parlo di moltissimi anni fa, proponeva iniziative molto interessanti /
    come avrai potuto vedere, lisbona è una città molto viva e ricca di fermenti … oltre ad essere bellissima!
    mi fa piacere che hai potuto visitarla

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